27 novembre 1990. Per non dimenticare

27/11/2025
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Sono trascorsi 35 anni e si tace un anniversario di sangue. Anzi si parla dei divertimenti del Natale, come se il Natale fosse una festa carnevalescae non una rimembranza religiosa sulla quale rifletterein questi tempi difficili.

Noi non lo dimentichiamo.

Il 27 novembre del 1990 a Gela una serie di agguati mafiosi, ribattezzata stragedigela, causò la morte di 8 persone e il ferimento di 7.

Una serata di fuoco. Alle ore 19:00  scattò l’ora X.  Quattro agguati sincronizzati alttrttanti punti della città.

il primo fu messo a segno in una sala giochi del centrale Corso Vittorio Emanuele dove furono assassinate due persone e sei ferite;

una terza persona, in fuga dalla sala, morì sul marciapiede opposto; i tre ragazzi uccisi appartenevano ad una banda di baby-estortori al soldo della cosca di Giuseppe “Piddu” Madonia.

Poco più  tardi alle ore 19:07,  il secondo agguato: mentre le prime pattuglie dei Carabinieri e le ambulanze arrivarono nella sala del Corso VittorioEmanuele, i telefoni allora fissi, indirizzavano altre volanti in via Tevere nei pressi dell’incrocio con via Venezia: a terra, vicino ad una baracca di proprietà dei fratelli Aurelio e Giovanni Domicoli (pregiudicati legati al clan Madonia) dove si vendevano frutta e ortaggi, c’erano tre cadaveri e cinque feriti; due degli uccisi, i cognati Nunzio Scerra e Serafino Incardona, erano incensurati e si trovavano lì casualmente.

Tra le 19:15 e le 19:18, vennero messi a segno il terzo ed il quarto agguato: Francesco Rinzivillo, affiliato di spicco della cosca Madonia, venne ucciso davanti a una macelleria di via Venezia, a poche centinaia di metri da via Tevere, ed un’altra vittima, Luigi Blanco (incensurato, colpito solo perché cognato dei fratelli Trubia, anche loro affiliati al clan Madonia) cadde nell’agguato teso in via V25 nei pressi della via Butera a poca distanza dal cimitero monumentale.

IIl tragico bilancio fu di otto morti e sette feriti, accertati dopo le ore 22:00 del 27 novembre 1990.

Le vittime sono state: Emanuele Trainito, 24 anni, ucciso alla sala giochi di Corso Vittorio Emanuele;

Salvatore Di Dio, 18 anni, ucciso alla sala giochi di Corso Vittorio Emanuele;

Giuseppe Areddia, 17 anni, ucciso in Corso Vittorio Emanuele fuori la sala giochi;

Serafino Incardona, 33 anni, ucciso in via Tevere;

Giovanni Domicoli, 32 anni, ucciso in via Tevere;

Nunzio Scerra, 36 anni, ucciso in via Tevere. Da Francesco Borrelli

 

 

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