Extracomunitario parcheggiato al pronto soccorso appesta i locali

01/12/2025
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Gela – Non bastano le lunghe attese, la carenza di personale, i tagli alla sanità in titta l’Italia e  Gela e le difficoltà strutturali del Pronto soccorso dell’ospedale “Vittorio Emanuele” di Gela. A peggiorare la situazione, nelle ultime settimane, si è aggiunto un caso che sta creando non pochi disagi agli utenti e agli operatori sanitari.

Si tratta di un cittadino extracomunitario senza fissa dimora, spesso accompagnato in ospedale anche con trattamento sanitario obbligatorio, che staziona per ore – e a volte giorni – all’interno del Pronto soccorso. L’uomo, in evidente stato di disagio psicologico e in precarie condizioni igieniche, afferma di essere “protetto da una misteriosa immunità”, una dichiarazione che genera ogni volta un’attivazione incrociata tra carabinieri, polizia e vigili urbani.

Ma fra telefonate, richieste di intervento e indagini per scoprire se la sua dichiarazione sia vera o falsa, passano ore. Ed è in questebore che gli utenti ed operatori subiscono gli odori nauseanti che diffonde intorno a sé. E non c’è nessuno che lo soccorre almeno solo per offrirgi una doccia e abiti puliti.

Nessuna associazione dei selfie si presenta eppure molte frequentano l’ospedale….sarebbe questa una vera azione di carità per il povero uomo e per chi è costretto a stargli vicino.

Il problema sollevato da utenti e personale sanitario è però concreto: la mancanza di igiene personale dell’uomo rende invivibile l’ambiente, già saturo di pazienti in attesa e operatori costretti a turni massacranti. Chi aspetta per ore di essere visitato, spesso in situazioni di fragilità, si ritrova a dover affrontare anche questo ulteriore disagio, che rende ancor più insopportabile la permanenza nei locali del Pronto soccorso.

 

Abbiamo chiesto chiarimenti alle forze dell’ordine, che confermano i frequenti accessi dell’uomo in ospedale, ma smentiscono l’esistenza di qualsiasi immunità uufficiale che lo protegga da provvedimenti o interventi.

 

La redazione, raccogliendo le numerose segnalazioni di cittadini esasperati, lancia un appello alle autorità competenti: che venga trovata una soluzione umana e dignitosa per questa persona in difficoltà, ma anche una tutela per gli utenti e i lavoratori della sanità pubblica, già provati da una situazione al limite.

 

 

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