Sbandieratori e musici a Roma per la Chiusura della Porta Santa

In un mondo dominato da schermi e individualismo, esperienze come questa fungono da faro
15/12/2025
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Gela – In una palestra gremita di colori, ritmi e passione, si è svolto presso il Comprensivo Quasimodo di Gela il terzo seminario dell’anno 2025 dedicato alla coreografia per la storica chiusura della Porta Santa.

L’evento, parte del cammino verso il Giubileo 2026, ha riunito oltre 120 partecipanti da tutta la Sicilia – tra sbandieratori, musicisti e giovani talenti – per affinare i movimenti che animeranno il corteo dal Castel Sant’Angelo a Piazza San Pietro il prossimo 6 gennaio. Un gruppo significativo arriva proprio da Gela, simbolo di come le tradizioni locali si intreccino con l’universalità della fede.

Valter Miccichè, responsabile del progetto Gelese, ha aperto la giornata con un caloroso benvenuto, sottolineando l’orgoglio di ospitare questa tappa cruciale. “Questa non è solo una prova, ma un ponte tra la nostra Sicilia e Roma, dove porteremo il ritmo del Sud al cuore della Chiesa”, ha dichiarato Miccichè, mentre i gruppi si sistemavano per le sessioni.

 

Sotto la guida esperta del responsabile nazionale dei musici Giuseppe Fichera e del tecnico Regionale degli sbandieratori Alessandro Urbino – entrambi affiliati all’ente di promozione sportiva ASI, presieduto da Salvatore Spinello – la lezione è partita alle 10 del mattino e si è protratta fino alle 17, in un’intensa full immersion di sette ore.

Bandiere multicolori hanno danzato in aria, tamburi hanno scandito ritmi ancestrali, e nastri sonori si sono fusi in una coreografia epica, studiata appositamente per il Giubileo: un’esplosione di grazia e potenza che celebrerà la chiusura della Porta Santa come momento di comunione e rinnovamento.

Ma oltre all’aspetto tecnico, questo seminario rappresenta un’opportunità formativa di inestimabile valore, specialmente per i giovani partecipanti. Guardando i maestri più esperti – alfieri e percussionisti con anni di tradizione alle spalle – i ragazzi delle nuove generazioni assorbono non solo tecniche di lancio e sincronizzazione, ma anche valori profondi come la disciplina, il rispetto reciproco e lo spirito di squadra.

In un mondo dominato da schermi e individualismo, esperienze come questa fungono da faro: insegnano che il vero successo nasce dalla collaborazione, dal sacrificio condiviso e dall’orgoglio di rappresentare le proprie radici. L’ASI, con il suo impegno per lo sport come veicolo di crescita morale, sottolinea proprio questo: le associazioni sportive non sono solo campi di gara, ma scuole di vita, dove i giovani imparano a custodire il patrimonio culturale siciliano – dalle feste medievali ai cortei devozionali – e a trasmetterlo con responsabilità.

“I nostri ragazzi oggi non solo imparano a sbandierare, ma a elevare lo spirito collettivo”, ha commentato Spinello durante una pausa, mentre un gruppo di adolescenti gelese provava un passaggio particolarmente complesso.

L’evento di oggi, quarto di una serie che ha visto i gruppi siciliani prepararsi con dedizione tutto l’anno, conferma la vitalità del folklore regionale in un contesto nazionale e internazionale. Con 120 anime pronte a marciare verso Roma, la Sicilia porta in dote non solo bandiere e tamburi, ma un messaggio di unità e speranza.

Un grazie va alla Dirigente scolastica Silvana Vinciguerra, dell’I.C. Comprensivo Quasimodo per l’ospitalità e a tutti i volontari che hanno reso possibile questa giornata. Il 6 gennaio, Piazza San Pietro vibrerà al suono del Sud: un’eredità che i giovani porteranno avanti, generazione dopo generazione.

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