Il grido di aiuto di un disabile senza accompagnamento

15/12/2025
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Raccogliamo il grido di aiuto di Giuseppe Pasqualetto che si rivolge alla nostra redazione per problemi legati al trattamento economico delle persone disabili. Non può vivere con un minimo indennizzo mentre lo Stato spende per interventi non indirizzati ai suoi cittadini. Ecco cosa scrive:

 

“Mi chiamo Giuseppe Pasqualetto, ho 62 anni, sono disabile, ex agente di commercio, di Caltanissetta. Nel 2009 sono stato colpito da una emorragia cerebrale: 90 gg. in coma vegetativo, 365 giorni di ricovero, sindrome di Lyell, blocco renale, 180 giorni con il catetere vescicale, 210 giorni con il pannolone, anche adesso la notte lo uso.

Lo Stato mi ha assegnato una pensione di invalidità di 747,84€ mensili, prima del 2020, circa, 300€, ma lo Stato non mi vuole riconoscere l’indennità di accompagnamento di più di 500€, che mi darebbe un po’ di respiro, infatti, sono stato riconosciuto invalido al 100%, malgrado abbia, certificato da una struttura pubblica, un ADL di 1/6 ed un IADL di 1/8: praticamente disfagia per liquidi, equilibrio MOLTO precario, incontinenza notturna, tremori agli arti superiori, dolori assillanti in tutto il corpo, tant’è che uso la cannuccia per bere, i familiari mi cibano per mangiare e mi vestono, uso per spostarmi un deambulatore, non ho più la patente di guida, per avere l’indennità ci ho provato decine di volte, anche in tribunale, ho ottenuto che, prima era definitiva, la revisione/visita. ADL e IADL sono stati emessi da una struttura pubblica”.

 

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