A 100 anni dalla nascita di Ignazio Nigrelli, venerdì 16 gennaio 2026, l’Università Popolare “Ignazio Nigrelli” di Piazza Armerina, ricorderà la figura dello storico e ambientalista siciliano al quale l’associazione è stata intitolata nel novembre 2000, pochi mesi dopo l’improvvisa scomparsa.
L’evento culturale è stato organizzato anche con la collaborazione della sezione di Italia Nostra di Piazza Armerina.
Ignazio Nigrelli nato a Leonforte, 11 gennaio 1926 e morto a Piazza Armerina, 10 luglio 2000, è stato uno storico, saggista e ambientalista italiano, si è occupato di storia della Sicilia e di tutela dei beni culturali e ambientali. Ha avuto forti legami con Gela. Eccolo nella foto di copertina, durante un convegno a cui partecipò il deputato gelese Salvatore Placenti.
Primogenito di una famiglia numerosa, da padre operaio stradale e madre casalinga, si forma in diverse città dove il padre svolge il suo lavoro. Frequenta il liceo classico “Eschilo” a Gela e poi si iscrive alla Facoltà di Lettere dell’Università di Catania, dove si laurea in Lettere moderne nel 1950, con una tesi sulla fondazione federiciana di Terranova, sotto la direzione di Gina Fasoli. Dopo essersi occupato, nei primi anni dopo la laurea, di storia medievale come assistente della stessa Fasoli, prima e di Giuseppe Giarrizzo, poi, si dedica all’attività di docente nelle scuole superiori e, per un trentennio, all’attività politica. Già dal 1946, infatti, era iscritto al Partito Comunista Italiano e nel biennio 1952-53 aveva partecipato, con altri giovani universitari, all’occupazione delle terre della piana di Gela insieme ai braccianti organizzati dalla Camera del Lavoro diretta da Paolo La Rosa. Dal 1961 al 1976 viene sempre eletto come al Consiglio Comunale di Piazza Armerina nelle liste del PCI, partito nel quale riveste anche incarichi di dirigente provinciale. In questi anni tenta di conciliare l’attività di storico, con quella di docente e di militante e nel 1968, in occasione del 150º anniversario della erezione della diocesi di Piazza Armerina si occupa della storia delle confraternite nella città, ma porta a compimento un testo che rimarrà inedito per 50 anni e pubblicato postumo nel 2018 in occasione del 200º anniversario della istituzione religiosa. Successivamente, come vicepresidente della Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo, viene incaricato di scrivere la prima guida turistica illustrata di Piazza Armerina che giunge alle stampe nel 1972.
Lasciata l’attività politica militante per motivi di salute, torna alla giovanile passione per gli studi storici (che non aveva mai del tutto abbandonato) e individua nell’azione ambientalista l’attività che mette insieme l’importanza della conoscenza e la proiezione nel futuro.
