A Palermo l’ovazione al Si del Referendum

“Non vogliamo pubblici ministeri sotto il controllo dell’esecutivo"
14/03/2026
Tempo di lettura: 2 minuti

Palermo  – A Palermo l’ovazione per il Si al Referendum del 22e 23 Marzo.

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, interviene nel dibattito sul referendum sulla giustizia e difende le ragioni del sì. Lo ha fatto durante la manifestazione “Noi votiamo sì”, organizzata da Forza Italia a Villa Malfitano.

“Stiamo combattendo contro molte falsità diffuse da chi sostiene il no – ha dichiarato –. Ci accusano di voler cambiare la Costituzione come se fosse qualcosa di illecito, ma la sua modifica è prevista chiaramente dall’articolo 138”.
Schifani ha precisato che la riforma non tocca i principi fondamentali della Carta ma la seconda parte, già modificata in passato più volte. Nel suo intervento ha poi ricordato il referendum costituzionale del 2016 promosso dall’allora premier Matteo Renzi. “Renzi commise l’errore di trasformare quel voto in un giudizio sul governo, finendo per unire tutte le opposizioni. Diversamente, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scelto di non personalizzare la consultazione”.
Il governatore ha quindi invitato i cittadini a recarsi alle urne. “Gli ultimi dati indicano che la partita è ancora aperta. È fondamentale mobilitare gli elettori, perché molti indecisi potrebbero scegliere di non votare. Una maggiore partecipazione può favorire la vittoria del sì”, ha spiegato.
All’iniziativa è intervenuto anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, collegato a distanza. “Da nord a sud stiamo portando tra la gente le ragioni del sì – ha affermato –. È una grande battaglia di libertà”.

Tajani ha poi replicato alle critiche arrivate da alcuni magistrati, tra cui il procuratore Nicola Gratteri. “Chi tra i magistrati sostiene il sì rischia di attirarsi qualche ostilità all’interno delle correnti – ha detto –. Noi invece non dobbiamo rendere conto a nessuno”.
Secondo il leader di Forza Italia, l’obiettivo è adeguare il sistema giudiziario ai principi della democrazia.

“Non vogliamo pubblici ministeri sotto il controllo dell’esecutivo, ma un sistema che garantisca piena autonomia e imparzialità”.
Infine Tajani ha sottolineato la necessità di rafforzare la responsabilità dei magistrati: “Se un cittadino commette un errore viene sanzionato, non si capisce perché non debba accadere lo stesso quando sbaglia un magistrato. La legge deve essere uguale per tutti