Acqua col contagocce al Museo dei Relitti

I sei lavoratori Asu non risolvono il problema della sorveglianza 24 ore su 24 come fanno i custodi per contratto
11/05/2026
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Gela – Facciamo una nuova panoramica di aggiornamento sulla situazione dei musei e dei beni culturali a Gela.

Cominciamo dall’arrivo dei sei ASU che il Comune di Gela ha ceduto per tentare una soluzione al problema della sorveglianza sui Musei e Beni culturali.

I sei lavoratori Asu non risolvono il problema della sorveglianza 24 ore su 24 come fanno i custodi per contratto. Gli ASU possono fare soltanto da supporto in quanto non svolgono le funzioni di sorveglianza notturna di cui hanno bisogno invece i siti culturali come i due musei e le Mura di Caposoprano.

Per cui il problema rimane, anche se mitigato dalla presenza di queste sei persone durantela fascia oraria diurna. Peraltro uno è in età avanzata e quindi fra poco andrà in pensione.

La Regione che preme per l’apertura dei Musei non ha mosso un dito: non ha mandato un solo custode né ha espletato concorsi per il reperimento di personale. L’assessore Scarpinato che ha piacere di inaugurare Musei, viene a Gela entusiasta ma non manda custodi.

E i dirigenti locali restano soli a contrastare le emergenze.

Per il momento il Museo archeologico è chiuso, ma quando riaprirà i battenti serviranno più custodi h 24 anche per quella struttura che conserva tesori.

Un altro problema riguarda la carenza di acqua nei Musei, non mancanza ma carenza, in quanto l’acqua arriva con una pressione molto bassa.

Questo nonostante tutti gli interventi che sono stati realizzati prima dell’apertura del Museo dei Relitti greci dei relitti greci e quindi il direttore Ennio Turco ha già mandato una PEC alla società di gestione Caltaqua sperando di poter trovare l’inghippo, in quanto i lavori sono stati effettuati ma l’acqua non è sufficiente,  mentre nel quartiere Ospizio Marino non si registrano particolari problemi e l’erogazione avviene a giorni alterni.

Arriva anche al Museo, ma pochissima e senza pressione.

Tutte le condutture sono state rinnovate prima ancora che aprisse il nuovo museo, però l’acqua non arriva in maniera sufficiente e quindi spesso è il Comune ad andare incontro alle esigenze della struttura archeologica che invia autobotti.

Ma questo non risolve il problema alla radice, perché soprattutto durante il weekend moltissime persone si riversano al museo e quindi l’esigenza dell’acqua è maggiore e ke scorte insufficienti nonostante l’apposizione di grandi contenitori.

Una buona notizia invece è che, secondo le indicazioni della direzione e dell’assessorato  regionale, il museo archeologico dovrebbe aprire entro luglio. Si potrebbe ipotizzare anche entro giugno, però per essere più sicuri il direttore Turco induca il mese di luglio.