Catania – Il mondo della cultura è più povero da oggi. Enzo Zappulla è mancato oggi a Catania lasciando un vuoto nella ricerca letteraria siciliana.
Avvocato, già sindaco a Licodia Eubea e commissario del Teatro Bellini, ha legato la sua vita a un uno straordinario sodalizio umano e intellettuale con la moglie Sarah Zappulla Muscarà, docente di Letteratura italiana presso l’Ateneo di Catania.

Figura di riferimento della vita culturale e istituzionale siciliana. Avvocato, uomo delle istituzioni, Zappulla ha rappresentato per decenni il motore organizzativo e la passione civile dietro alcune delle più importanti operazioni di recupero della memoria letteraria e teatrale dell’isola.
Aveva un rapporto privilegiato con Gela dove ha presentato, insieme alla moglie Sarah, molti dei loro libri, spesso su invito di Andrea Cassisi.
La sua storia personale e professionale resta indissolubilmente legata a quella della moglie, Sarah Zappulla Muscarà. Insieme hanno dato vita a una delle più feconde “coppie di ferro” della cultura italiana contemporanea: un sodalizio perfetto in cui il rigore scientifico e accademico di Sarah si univa alla precisione giuridica, alla visione pragmatica e alla capacità organizzativa di Enzo.
Nel 1984 fondarono a Catania l’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano, di cui Zappulla è stato lungo presidente fino alla fine. Da quella fucina è nato un lavoro d’archivio titanico e paziente, sfociato in saggi, mostre e volumi monografici dedicati ai giganti del nostro patrimonio: da Luigi e Stefano Pirandello a Nino Martoglio, da Angelo Musco e Giovanni Grasso fino a Turi Ferro, Ercole Patti e Giuseppe Bonaviri.
Una ricerca certosina che ha donato alla letteratura italiana e sicilia , il giusto merito a letterati che, altrimenti, sarebbero rimasti nell’oblio.
A caratterizzare il loro metodo è stata sempre un’attenzione quasi artigianale per la documentazione iconografica e materiale: carteggi inediti, fotografie d’epoca, manifesti e testimonianze dirette. Tra le loro imprese editoriali più rilevanti spiccano la pubblicazione dell’opera omnia teatrale di Stefano Pirandello e la cura del monumentale carteggio amoroso e letterario tra Federico De Roberto ed Ernesta Valle (Si dubita sempre delle cose più belle, Bompiani).
Anche nella veste istituzionale di commissario del Teatro Bellini, Zappulla mantenne lo sguardo rivolto al futuro e all’apertura internazionale, come dimostrò la nomina del maestro cinese Xu Zhong alla direzione artistica.
Con la scomparsa di Enzo Zappulla la Sicilia perde un rigido e appassionato custode del proprio passato. Lascia un’eredità fatta di archivi salvati dall’oblio, libri fondamentali per la storiografia dello spettacolo e, soprattutto, l’esempio di una vita intera spesa, ostinatamente, a quattro mani.
Le esequie verranno celebrate domani, alle 10.30 nella chiesa Cristo Re di Catania.
