Cafà: “Giustizia è fatta, non avevo dubbi!”

"Non ho mai avuto dubbi sul diritto a ricoprire la carica"
09/03/2026
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Gela – È stata una lotta durissima ma Paolo Cafà ci ha creduto fino in fondo, si è difeso ed ha vinto.

Per i giudici di secondo grado sussiste l’incompatibilità tra il ruolo di consigliere comunale e l’incarico ricoperto da Cosentino nella società in house Impianti Srr, che si occupa della gestione del servizio rifiuti anche nel territorio cittadino.

Dopo 20 mesi si e’ conclusa la vicenda giudiziaria che lo ha visto impegnato in prima persona, oltre che nella veste di legale.

La Corte d’Appello di Caltanissetta ha confermato il suo diritto, e della lista PeR, a ricoprire la carica di consigliere comunale. Torna fra gli scranni del consiglio comunale di Gela che lo hanno visto Presidente dell’Assise civica oltre 20 anni or sono, dove fra qualche giorno, siederà.

“Non c’erano dubbi che si dovesse fare giustizia – dice l’avv Cafà-  e giustizia è stata fatta, col riconoscimento del diritto alla funzione istituzionale.

La lista PeR alle elezioni amministrative aveva ottenuto il nono quoziente, ripotando più voti di alcuni partiti nazionali, e per un paradosso tutto siciliano, di cui alla legge elettorale regionale, aveva perso il seggio nonostante la chiara incompatabilità dell’ingegnere Grazia Rita Cosentino, Rup e responsabile della gestione del ciclo integrato dei rifiuti nella città di Gela per conto di Impianti Srr Ato 4 Provincia Sud CL.

Non ho mai avuto dubbi sul diritto a ricoprire la carica, mentre le mie controparti, approfittando del fatto che l’appello sospendeva l’efficacia della sentenza del Tribunale di Gela, hanno Interposto appello al fine precipuo di far perdere tempo e di perdurare nella carica.

Giustizia è stata fatta, sono contento, perché “PeR – Progressisti e Rinnovatori” avrà il suo consigliere che lavorerà portando in dote la propria esperienza, ripristinando il principio della legalità, della rappresentanza democratica nel rispetto anche dei principi costituzionali, sanciti dagli artt.. 51, 97 della Costituzione”.