Global Sumud Flotilla ha comunicato che le sue imbarcazioni sono state «avvicinate da motoscafi militari, che si sono autodefiniti “israeliani“, i quali, puntando laser e armi d’assalto semiautomatiche, hanno ordinato ai partecipanti di spostarsi a prua e di mettersi in ginocchio. Le comunicazioni delle imbarcazioni sono interrotte ed è stato lanciato un SOS».
Secondo i dati di tracciamento, la Flotilla, che comprende 58 imbarcazioni, di cui almeno 22 sono sparite dai tracker, si trova nei pressi dell’isola greca di Creta, a centinaia di miglia nautiche da Israele. In precedenti tentativi, la Marina dello stato ebraico aveva intercettato le barche molto più a ridosso delle coste di Gaza, ma secondo quanto dichiarato da un funzionario israeliano a Ynet è stato deciso di intercettarla a grande distanza dalle coste israeliane, in acque internazionali, a causa del numero delle imbarcazioni.
“Stanotte, il mondo ha assistito ad un atto di pirateria perpetrato dalla Marina Israeliana in acque internazionali – Francesco Castellana del Global Sumud Flotilla Italia/ Sicilia – a centinaia di miglia dalle proprie acque territoriali, soldati Israeliani hanno minacciato a mano armata i civili disarmati che si trovavano a bordo della Global Sumud Flotilla.
L’equipaggio della Flottiglia è composto da persone ordinarie provenienti da 55 paesi, e trasporta soltanto aiuti umanitari per la popolazione di Gaza. I suoi membri stanno partecipando legalmente ad una missione umanitaria protetta ai sensi del diritto marittimo internazionale.
Non c’è alcuna possibile giustificazione legale per quanto è accaduto stanotte: si tratta di un atto di violenza di stato contro civili disarmati. Chiamata a mobilitarsi in loro sostegno”.
