Mazzarino La vicenda politica del Comune di Mazzarino che ha portato alla sfiducia del sindaco, ha prodotto altri strascichi. Il consigliere Arena ha ottenuto il diritto al rimborso sulle spese di viaggio per esercitare il diritto di rappresentante del popolo e partecipare alle sedute del Consiglio comunale.
La controversia ruota attorno al diritto di Damiano Arena a veder rimborsate le spese di viaggio sostenute per la partecipazione alle attività del Consiglio comunale in quanto insegnante che presta servizio a Milano, più in generale, alle attività relative all’espletamento del proprio mandato di consigliere comunale nell’ultima legislatura.
Il consigliere comunale Damiano Arena aveva chiesto i rimborsi al Comune di Mazzarino e il Comune glieli aveva regolarmente corrisposti. Tuttavia, a distanza di circa cinque mesi – siamo nel febbraio 2026– su iniziativa di tre consiglieri di riferimento a sostegno dell’allora sindaco Faraci, viene avviato un procedimento amministrativo per revocare tali rimborsi al consigliere Arena, poiché questi tre consiglieri sostenevano che non ne avesse diritto.
Viene interessato anche l’Assessorato regionale, ma nel procedimento amministrativo non viene minimamente coinvolto lo stesso Damiano Arena, il quale aveva pacificamente la qualità di controinteressato. Pertanto, questo procedimento amministrativo, del quale Arena era completamente all’oscuro, si conclude con un provvedimento del Comune di Mazzarino che gli richiede la restituzione di 1.766,91 euro, somma precedentemente erogata a titolo di rimborso.
Il consigliere Arena, su mio suggerimento, ha restituito immediatamente al Comune tale importo, riservandosi però di richiederlo nuovamente, ritenendo la pretesa dell’ente assolutamente infondata.
Il legale Maurizio Giuiusa Branciforti ha avviato un giudizio dinanzi al Giudice di Pace di Gela per accertare il diritto di Damiano Arena a ottenere quei rimborsi. Con sentenza del 31 luglio 2026, il Giudice di Pace di Gela ha definitivamente accertato la sussistenza del diritto dell’ex consigliere comunale, professor Damiano Arena, a percepire quelle somme a titolo di rimborso, poiché la legge gliene riconosce il diritto, e ha conseguentemente condannato il Comune di Mazzarino a provvedere al pagamento della somma.
” La pronuncia del Giudice di Pace di Gela rappresenta non solo una soddisfazione professionale – dice il legale Giuiusa Branciforti – ma l’affermazione della giustizia. Questo processo si conclude, infatti, all’esito di due anni di tensioni politiche che non sono state soltanto politiche, ma che sono sfociate, quasi del tutto ormai, sul piano personale. Quella avviata nei confronti dell’ex consigliere Damiano Arena, rispetto ai rimborsi, è infatti stata una battaglia di natura personale, a sfondo personale. Non c’entrava nulla la politica, non c’entrava nulla nemmeno il diritto. Si voleva colpire la persona, si voleva screditare la persona. E questo sotto gli occhi di tutti, perché l’argomento dei rimborsi è stato continuamente strumentalizzato dall’ex sindaco Faraci e dai suoi consiglieri di riferimento, Mantione, Petrali e Corinto, per far passare l’idea che il professor Arena sfruttasse la propria posizione per viaggiare ai danni delle casse dell’ente.
La sentenza di oggi dice che nulla di tutto ciò è vero e afferma, in maniera assolutamente pacifica, lineare e incontestabile, che quello del professor Arena era, è e rimane semplicemente un suo diritto, che, in quanto tale, come è giusto che sia, deve essere soddisfatto e tutelato dal nostro ordinamento.
Quindi la soddisfazione è grande perché, con questa pronuncia, si dà giustizia e, alla fine, credo che la più grande soddisfazione per qualsiasi operatore del diritto sia proprio quella di vedersi riconosciuta la giustizia.
Oggi trionfa la giustizia e questo deve essere un incoraggiamento per tutti. Fare politica non può essere rimesso soltanto a chi ne abbia la disponibilità economica, perché, fondamentalmente, quella era la tesi del Comune: se puoi pagarti i viaggi, allora fai politica; diversamente rimani a Milano e non la puoi fare. Bene, l’esercizio dell’attività politica è anch’esso un diritto e, in quanto tale, l’ordinamento si fa carico di renderlo effettivo, anche attraverso il sistema dei rimborsi che, la sentenza di oggi, ha affermato spettare a Damiano Arena”.
“Giustizia è fatta – dice Arena – per due anni ho subito angherie, sono stato diffamato dai sostenitori del sindaco e la lui stesso con frasi velenose. Sono stato definito ladro, approfittatore per la richiesta di un diritto legittimo che adesso viene riconosciuto, non solo sul piano economico ma soprattutto per aver sancito la mia competenza rispetto ad altri.
Adesso non starò a guardare e dopo aver ottenuto la sentenza positiva attraverso l’ impegno e la competenza dell’avvocato Giuiusa Branciforti, il prossimo che si permette di proferire una parola di troppo lo trascino in tribunale. Questo non è stato un processo politico ma una vendetta contro la mia persona. Adesso chi paga le spese legali di chi si è divertito a infierire? I cittadini, e non è giusto”.
