Lancio una provocazione che poi tanto provocazione non è.
Gela è una città che per decenni ha dato tantissimo al mondo dell’energia e del petrolio.
E allora perché, invece di continuare a riconoscere al Comune delle royalties e delle compensazioni economiche, non cambiamo completamente prospettiva?
Perché non trasformare quelle somme direttamente in uno sconto sul carburante per tutti i cittadini di Gela?
Mi spiego meglio.
Invece di dare, per esempio, 10 milioni di euro al Comune e poi decidere come spenderlo, si potrebbe immaginare un accordo attraverso il quale quella stessa somma venisse utilizzata per abbattere il prezzo della benzina e del gasolio nelle pompe di carburante di Gela.
In pratica avremmo meno soldi al Comune, che notoriamente qualche spreco lo fa, e più risparmio direttamente nelle tasche dei cittadini.
Un prezzo del carburante più basso per chi vive, lavora, transita e fa impresa a Gela.
E sarebbe una royalties che non avrebbe bisogno di essere spiegata ai cittadini.
Perché la vedresti direttamente sul display del distributore.
La vedrebbe la famiglia.
La vedrebbe il lavoratore.
La vedrebbe l’artigiano.
La vedrebbe l’impresa.
La vedrebbe chiunque faccia rifornimento.
E soprattutto non sarebbe il solito meccanismo nel quale il cittadino deve aspettare che il Comune incassi, programmi, deliberi e poi trasformi quelle risorse in qualche intervento.
Qui il beneficio sarebbe immediato, quotidiano e uguale per tutti quelli che utilizzano il carburante a Gela.
È una provocazione, certo.
Ma forse è arrivato il momento di porsi una domanda:
A una città che ha ospitato per decenni una raffineria, cosa interessa di più?
Vedere le royalties entrare nelle casse del Comune
oppure vedere ogni giorno il prezzo della benzina più basso di quello delle altre città ?
Io sceglierei la seconda strada.
E allora la proposta è semplice. Rinunciare alle royalties versare da Eni al Comune e trasformarle in uno sconto strutturale sul carburante venduto a Gela.
Non un bonus.
Non un contributo.
Non una promessa.
Un prezzo più basso alla pompa.
Così, finalmente, una parte della ricchezza prodotta dal petrolio a Gela tornerebbe ai gelesi nel modo più semplice possibile ovvero
facendogli spendere meno.
Questa sì che sarebbe un ristoro per la città che tutti riuscirebbero a vedere.