Il gruppo di Fratelli d’Italia di Gela commenta la recente nomina dell’Ing. Cosentino alla guida di Impianti SRR, disposta dal Commissario nominato dal GIP del Tribunale di Caltanissetta nell’ambito della nota inchiesta che coinvolge i precedenti manager, impone una riflessione seria che già oggi consente di sgomberare il campo da una narrazione politica agitata per mesi in modo strumentale.
“In un quadro – dice il segretario cittadino Pierpaolo Grisanti – in cui il principio di garantismo deve rimanere saldo -perché le indagini non possono mai trasformarsi in condanne preventive- è tuttavia doveroso rilevare come esponenti del cosiddetto campo progressista, civico e autonomista abbiano accusato il centrodestra cittadino di essere “asservito” o “supino” a presunti sistemi di gestione del ciclo dei rifiuti. Oggi, proprio le decisioni assunte evidentemente con l’avallo degli organi giudiziari dimostrano che quelle accuse erano infondate e costruite più per convenienza politica che per adesione alla realtà.
A questo punto è necessario ricordare che, se qualcuno è stato realmente organico al sistema di gestione del ciclo dei rifiuti, quel qualcuno va ricercato tra i partiti che governano attualmente la città con il c.d. Modello Gela. Sono gli stessi partiti e movimenti che –attraverso propri esponenti regionali– hanno determinato nomine, commissariamenti e assetti che hanno consentito e stanno tuttora consentendo una gestione diretta di segmenti rilevanti del sistema.
Rimane però un interrogativo che non può essere eluso: tra coloro che negli ultimi mesi hanno impartito lezioni di moralità, invocato “pulizia” e “trasparenza” e si sono eretti a custodi dell’etica pubblica, vi è forse chi, in passato, ha avanzato segnalazioni o attenzioni volte a orientare determinate scelte gestionali? Una domanda legittima, perché proprio a Gela non sono mai mancati politici dalla moralità selettiva, pronti a indignarsi a giorni alterni mentre, lontano dai riflettori, coltivano relazioni e sollecitazioni tese più alla tutela di interessi di bottega che dell’interesse pubblico.
Come sempre, sarà il tempo a dirci la verità: una verità che arriva puntuale, anche quando qualcuno prova a nasconderla dietro la propaganda”.
