NISCEMI — Grande partecipazione di pubblico ed profondo interesse culturale hanno segnato la serata svolta presso i locali della Biblioteca Comunale di Niscemi dal titolo “Fotogrammi d’Italia: Generazioni, Consumi e Nevrosi (1960-1980)”. L’evento ha proposto una complessa e affascinante rilettura della storia e della società italiana del dopoguerra attraverso la lente della settima arte.

A guidare l’incontro in veste di moderatore è stato il giovane professore niscemese Giuliano Giugno, che ha introdotto i lavori richiamando la duplice vocazione del cinema: da un lato il sogno e la fantasia stilizzati da Georges Méliès, dall’altro l’osservazione e la custodia della memoria storica inaugurata dai fratelli Lumière. La serata si è focalizzata proprio su quest’ultimo percorso, intendendo il cinema come strumento di testimonianza, coscienza critica e ricerca della verità.
Il ricco programma della serata ha visto alternarsi interventi di ampio respiro critico:
L’alienazione del lavoro nel boom economico: la prima parte della serata è stata dedicata all’analisi del capolavoro di Ermanno Olmi, Il posto (1961). Attraverso l’intervento di Marco Ghirigato, si è affrontato il tema dell’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro burocratico della Milano degli anni ’60, riflettendo sulle promesse del miracolo economico e sul prezzo dell’omologazione sociale.

La guerra e il trauma sul corpo femminile: a seguire, la discussione si è concentrata su La ciociara (1960) di Vittorio De Sica, capolavoro neorealista tratto dal romanzo di Alberto Moravia. L’analisi delle scene chiave del film ha fatto emergere come il trauma bellico subito dalle protagoniste rappresenti una chiave di lettura dolorosamente attuale per interpretare la condizione femminile nei contesti di guerra contemporanei.
Le nevrosi e le paure dell’Italia moderna: la conclusione del percorso è stata affidata al relatore bergamasco Emanuele Genna, che ha offerto una panoramica ed un’analisi critica del cinema horror e di genere italiano degli anni ’70 e ’80. L’intervento ha mostrato come le inquietudini, le nevrosi metropolitane e le tensioni sociali di quei decenni abbiano trovato nel linguaggio del terrore una straordinaria metafora visiva.
L’evento ha confermato il ruolo della Biblioteca Comunale di Niscemi come vivace presidio culturale e spazio aperto al confronto comunitario, dimostrando l’immutata capacità del cinema italiano di interrogare il passato e spiegare le contraddizioni del presente.
