Niscemi – La zona rosa si estende ancora. Altre tre famiglie hanno dovuto abbandonare le proprie case. La Procura ha disposto inoltre la chiusura di un negozio di marmi, di un’attività di prodotti agricoli e l’interdizione di un deposito inutilizzato da tempo.
Gli sgomberi hanno interessato abitazioni ed esercizi commerciali situati a valle, lungo la strada provinciale 11, attualmente l’unica via di collegamento rimasta aperta dopo la chiusura delle provinciali 10 e 12 in seguito alla frana che ha colpito Niscemi. Il provvedimento sarebbe stato adottato dopo il sopralluogo dei magistrati e dei consulenti tecnici della Procura di Gela, che sta indagando sull’accaduto.
La decisione arriva al termine di due giorni di verifiche tecniche svolte nel territorio niscemese, in provincia di Caltanissetta, dai pubblici ministeri insieme ai tre esperti nominati dalla Procura, docenti dell’Università degli Studi di Palermo: Chiara Cappadonia per la Geologia applicata e tecnica, Maurizio Gasparo Morticelli per la Geologia strutturale ed Edoardo Rotigliano per la Geomorfologia. Presenti anche polizia e vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di controllo.
I rilievi hanno riguardato un’area ampia, includendo le strade esterne al centro abitato e i terreni circostanti. Dopo le verifiche effettuate nella giornata precedente nella zona a valle del fronte franoso, i controlli sono proseguiti prima con un sorvolo in elicottero e poi all’interno dell’area urbana, nella zona rossa. Ans
