Frana – Il decreto ristori non basta

12/03/2026
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Roma- “Il decreto per i ristori legati ai danni causati dalla frana di Niscemi va rivisto, con emendamenti che assicurino aiuti concreti non solo alle aziende e alle attività della zona rossa ma anche a quelle prossime e più in generale a tutto il tessuto produttivo della città”. Lo hanno detto, davanti alla commissione industria del Senato, i rappresentanti del comitato che raggruppa imprenditori e commercianti niscemesi, sentiti in audizione.

 

“Parliamo, solo per le attività dell’area prossima alla zona rossa o in piena zona rossa, di un fatturato annuo di circa dieci milioni di euro che a ora è azzerato”, ha detto Francesco Di Puma, del comitato.

“Il fatto che il decreto preveda, tra le altre cose, solo una sospensione di tributi e mutui fino al 30 aprile non va bene. Nel nostro documento abbiamo indicato almeno ventiquattro mesi, ma anche questa è un’ipotesi piuttosto ottimistica. Ci sono attività che potranno riprendere solo delocalizzando dall’area nella quale erano state realizzate – ha proseguito Di Puma – a differenza di quanto avvenne in Emilia-Romagna, a Niscemi ci sono titolari di attività che non potranno recuperare nulla dalle strutture ormai compromesse”.