Gela Calcio: Ognuno faccia la sua parte.

03/03/2026
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Questo scrissi dopo la sconfitta contro l’Enna per 6-1.

“Seguo il calcio a Gela dal 1992/93, avevo 12 anni;
che io ricordi: è la prima volta che una squadra di Gela durante una partita ufficiale perda 6-1, non trovo giustificabile dire che in campo c’erano più juniores che calciatori della prima squadra, causa infortuni e squalifiche.”

Oggi i nostri calciatori hanno reso pubblico quello che sapevamo e, stavamo cercando di risolvere.

In un post pubblicato: hanno chiesto scusa alla tifoseria ma nel contempo hanno chiesto chiarezza alla società. Vogliono concludere la stagione, ma rivendicano serenità economica, che sarebbe mancata negli ultimi mesi.
Il post pubblicato
“Come mai quest’anno ci siamo assunti sempre la responsabilità di quanto accaduto nel bene e nel male e di certo non ci tiriamo indietro adesso dopo una sconfitta così pesante. NOI UOMINI VERI siamo pronti a metterci la faccia ieri oggi e sempre. Perciò chiediamo scusa ai tifosi e alla città di Gela che di certo non meritano e non merita questo tipo di umiliazioni. Siamo andati avanti fino ad oggi nel rispetto dei tifosi e della città superando ogni ostacolo che ci si poneva di fronte, ma a tutto c’è un limite prima che calciatori siamo uomini e padri di famiglia e quando si superano certi confini allora è giusto fermarsi e farsi delle domande. Da oggi non siamo più disposti a prenderci responsabilità che non abbiamo da oggi non siamo più disposti a farci mancare di rispetto. Il tempo delle parole e promesse è finito. Da oggi pretendiamo che chi di dovere intervenga affinché vengano chiarite tante cose, affinché si possa finire la stagione con dignità”.

I calciatori sono anche lavoratori, soprattutto padri di famiglia, con moglie e figli piccoli, devono essere tutelati; la società è un datore di lavoro che ha l’obbligo di garantire salari e stipendi. Dal primo minuto seguo le vicissitudini e, problematiche economiche, strutturali, impiantistiche, del Gela Calcio, una società giovane, che lavora per passione; riuscendo a portare in Serie D la città di Gela.
Una squadra, come la nostra, in questa categoria ha bisogno di oltre un milione di euro per stagione; logicamente da sola, la società non può farcela, occorrono importanti sponsor, la partecipazione economica di Enti, Comune, Libero Consorzio di Caltanissetta, Camera di Commercio, 4000 spettatori a partita, il sostegno dei giornalisti, impianti funzionanti e agibili.
Tutto questo non è esistito, molti dal primo minuto, come consuetudine e mentalità gelese hanno remato contro, soci che hanno lasciato, sponsor che non hanno rinnovato, liquidità di enti che sono rimaste solo promesse; oggi tutti i nodi sono arrivati al pettine. Se vogliamo continuare a vedere il Gela Calcio ognuno dovrà fare la propria parte, per puntare in alto, occorrono i soldi, occorrono tantissimi sponsor, migliaia abbonamenti e, propaganda.

Tutta la mia solidarietà prima ai lavoratori che ci hanno fatto sorridere, tifare, esultare, arrabbiare, suscitando in noi grandi emozioni, hanno dimostrando grande attaccamento alla maglia, hanno di fatto aiutando la società che già da tempo sta cercando nuova liquidità e, nuovi soci che vogliono passare alla storia investendo in un progetto grande e ambizioso. Continuiamo ad essere uomini. Non abbandoniamo il progetto.

Francesco Agati