Gela in modalità USA: corsa sfrenata al comitato di quartiere

I telefoni dei gelesi vibrano a ciclo continuo. Messaggi, chiamate, vocali lunghissimi, saluti affettuosi dopo anni di silenzio
12/01/2026
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Se non fosse per il fuso orario e per l’assenza dell’Air Force One, qualcuno potrebbe seriamente pensare di trovarsi nel pieno delle elezioni presidenziali americane. Invece siamo a Gela e si vota per i comitati di quartiere. Ma l’intensità della campagna elettorale è la stessa, se non superiore.

I telefoni dei cittadini gelesi ormai vibrano a ciclo continuo. Messaggi, chiamate, vocali lunghissimi, saluti affettuosi riscoperti dopo anni di silenzio. Ogni candidato, ogni lista, ogni sostenitore è impegnato in una missione chiara ovvero convincerti che proprio quel voto farà la differenza per il destino del quartiere. Altro che social media manager, qui siamo alla diplomazia porta a porta.

Manca davvero poco per completare il quadro. Speriamo non si arrivi ai manifesti elettorali incollati ovunque, alle auto che girano con l’altoparlante, agli spazi elettorali in TV, ai comizi in piazza e magari un bel confronto pubblico in prima serata. Al momento siamo fermi a WhatsApp e alle telefonate serali, ma il livello di coinvolgimento è già da campagna internazionale.

I numeri, in effetti, parlano chiaro ovvero oltre 120candidati, 16 liste, 9 aree urbane. Un esercito civico pronto a contendersi la rappresentanza di ogni angolo della città. Il voto è fissato per il 25 gennaio 2026 dalle 8 alle 22. Altro che nomination, qui si va dritti al voto.

Potranno partecipare tutti i residenti maggiorenni e anche commercianti, professionisti e rappresentanti di attività presenti nei quartieri. Una platea ampia, variegata e molto sollecitata, visto il bombardamento comunicativo di questi giorni.

E allora la domanda sorge spontanea: perché tanto accanimento? Perché questa improvvisa, travolgente passione civica? Ambizione personale? Spirito di servizio? O forse la consapevolezza che, a differenza delle grandi elezioni lontane, qui si parla davvero di strade, marciapiedi, luci, problemi quotidiani?

Qualunque sia la risposta, una cosa è certa ovvero che dietro l’ironia e il sorriso, c’è un segnale positivo. Una città che partecipa, che discute, che prova a contare. Se tutta questa energia non si esaurirà con l’ultimo messaggio inviato, allora Gela avrà vinto la sua piccola, rumorosa e utilissima elezione. Anche senza Casa Bianca.