A Gela il clima politico appare sempre più teso e frammentato. Le ultime settimane hanno consegnato alla città un quadro di scontri continui, polemiche pubbliche e prese di posizione individuali che restituiscono l’immagine di una politica locale attraversata da un vero e proprio tutti contro tutti.
Al centro del dibattito sono finiti i recenti episodi che hanno coinvolto la commissione Bilancio del Consiglio comunale, con il presidente Vincenzo Tomasi e la consigliera del Partito Democratico Lorena Alabiso protagonisti di un confronto che ha acceso ulteriormente il clima politico. Una dialettica che, invece di rimanere confinata nei luoghi istituzionali, è rapidamente diventata terreno di scontro pubblico.
A ciò si aggiungono i duri sfoghi del consigliere comunale Gaetano Orlando, che nelle ultime ore ha espresso posizioni critiche nei confronti di dinamiche e comportamenti interni all’Amministrazione Comunale. Dichiarazioni che contribuiscono ad alimentare un clima di tensione e che fotografano un sistema politico locale sempre più attraversato da divisioni e personalismi.
Lo sfondo è quello dell’avvicinarsi delle elezioni regionali, appuntamento che tradizionalmente ridisegna equilibri e alleanze anche a livello locale. In questo scenario, il centrodestra gelese appare in fase di riorganizzazione dopo quella che molti definiscono la caduta dell’impero politico legato a Mancuso, evento che ha aperto nuovi spazi e nuove ambizioni. Spazi nei quali, secondo alcune letture politiche, potrebbero tentare di inserirsi anche figure che oggi gravitano nell’area dell’amministrazione Comunale che guida la città.
Ma le tensioni non riguardano soltanto gli schieramenti opposti. All’interno dello stesso Partito Democratico emergono segnali di una mancanza di coordinamento politico. Non di rado, infatti, le dichiarazioni dei consiglieri sembrano rappresentare posizioni personali più che la linea ufficiale del partito, rendendo difficile individuare una strategia politica chiara e condivisa.
Questa tendenza della politica Nazionale a Gela appare ancora più evidente se si guarda alla composizione dell’attuale amministrazione civica guidata dal sindaco civico Terenziano Di Stefano. La maggioranza che sostiene il governo della città riunisce infatti sensibilità politiche diverse: da esponenti riconducibili al centrosinistra a gruppi che, per storia e collocazione politica, guardano al centrodestra.
Fin dall’inizio del suo mandato, il sindaco ha rivendicato una linea politica improntata al pragmatismo e alla ricerca di soluzioni concrete ai problemi della città. In questa logica, Di Stefano non ha potuto fare a meno del sostegno di forze come Grande Sicilia e Movimento per l’Autonomia, che a livello regionale hanno garantito un appoggio politico e istituzionale all’amministrazione. Un sostegno che, secondo questa impostazione, ha anteposto gli interessi della città e dei cittadini alle mere beghe politiche, consentendo di mantenere un dialogo istituzionale utile ad affrontare alcune delle principali emergenze del territorio.
Il risultato è comunque una scena politica frammentata, nella quale emergono spesso leadership individuali e prese di posizione personali. Un fenomeno che non riguarda soltanto Gela ma che rappresenta, in scala ridotta, uno dei mali della politica italiana contemporane con partiti meno strutturati e più esposti alle dinamiche dei singoli leader.

Con le Regionali all’orizzonte, la sensazione è che le tensioni siano destinate ad aumentare e che i nuovi equilibri politici possano ridisegnare anche gli assetti della politica gelese. Resta da capire se i partiti riusciranno a ritrovare una linea comune o se il tutti contro tutti continuerà a dominare la scena politica cittadina.
