Gela – Una prima edizione quella che si è svolta
oggi a Gela, nei locali della palestra Rhinova Wellness. La prima edizione di una mattinata intensa e carica di emozione dedicata alla memoria del professor Filippo Collura, storico preside dell’Istituto Tecnico Commerciale Luigi Sturzo e indimenticato Presidente della Provincia Regionale di Caltanissetta.

Una giornata uggiosa, segnata da un cielo grigio, che non ha però intaccato il calore dei sentimenti. Parenti, amici, ex studenti e semplici cittadini hanno voluto essere presenti, stringendosi idealmente attorno al ricordo di un uomo che ha lasciato un’impronta profonda nella vita pubblica e privata di intere generazioni, non solo come amministratore e educatore, ma anche come padre attento e amico leale.
La mattinata si è aperta con la celebrazione della Santa Messa, officiata da padre Rocco Pisano. Un momento raccolto e intenso, che ha richiamato la profonda devozione religiosa di Filippo Collura, frequentatore della Chiesa dei Cappuccini di Gela. Una fede vissuta con discrezione e coerenza, più come stile di vita che come dichiarazione pubblica.

Subito dopo, si sono susseguiti interventi di riflessione, densi di significato, che hanno restituito la complessità della sua figura. Collura è stato educatore, formatore, dirigente scolastico, amministratore, politico, padre e amico di molti. Ruoli diversi, vissuti con lo stesso senso di responsabilità e autenticità, interpretati sempre con rigore istituzionale ma anche con quella naturale capacità di ascolto e vicinanza che lo rendeva punto di riferimento umano.
Particolarmente toccante il momento in cui il professor Aldo Scibona ha dato lettura di una poesia scritta da Filippo Collura all’età di soli sedici anni: parole giovani, ma già cariche di sensibilità, che hanno mostrato quanto il pensiero, l’affettività e la vocazione al sogno lo accompagnasse fin dall’adolescenza.
Filippo Collura era un uomo capace di guardare lontano, senza mai perdere il legame con le persone a lui più vicine. Coltivava una visione lucida e appassionata di un’Europa diversa, più giusta e più vicina ai popoli. Aveva intuito, con largo anticipo, i limiti dell’attuale modello europeo e immaginava una federazione di Stati sovrani, uniti dalla cooperazione e dall’autonomia, affacciati sul Mediterraneo come spazio comune di dialogo e civiltà. Un’Europa dai confini nuovi, capace di includere anche i Paesi del Nord Africa, con Malta come crocevia simbolico e politico di questa visione.
A rendergli omaggio sono state intere generazioni di studenti, docenti, personale della Provincia e della scuola, medici, imprenditori, professionisti di ogni settore, insieme a tanta gente comune. Tutti uniti da un sentimento sincero, ognuno con un ricordo personale e nel ricordo dei suoi . gesti amichevoli.
Questa prima edizione non vuole essere un episodio isolato, ma l’inizio di un percorso di memoria e riflessione destinato a rinnovarsi nel tempo, affinché il pensiero, i valori e l’esempio umano di Filippo Collura continuino a parlare alle nuove generazioni e alla città tutta.
Oggi è stato un ringraziamento ad una coscienza, una guida, un padre, un amico e un sognatore lucido che ha saputo educare senza imporre, amministrare senza dimenticare l’umanità e sognare senza mai smettere di restare concreto.
