Abbiamo voluto sentire il parere di Grazio Trufolo, Segretario Nazionale del Partito Liberale Italiano, sui principali temi dell’attualità politica nazionale e internazionale, sulla Sicilia e sulle prospettive del PLI in vista delle prossime elezioni.
Come valuta il PLI la posizione del Governo sulla vicenda di Ceuta?
“Il PLI condivide la scelta e la posizione assunta dal Governo Meloni. Riteniamo inoltre doveroso mettere in evidenza quanto accaduto in Spagna, dove circa 10.000 persone sarebbero rimaste per diversi giorni senza cibo, acqua e senza un’adeguata assistenza sanitaria. Una situazione che, a nostro giudizio, è assolutamente vergognosa.
In Italia una situazione di questo genere non sarebbe potuta avvenire. Il nostro Paese ha una tradizione e un sistema di assistenza che, anche nei momenti più difficili, devono garantire dignità e tutela alle persone”.
Qual è la posizione del Partito Liberale Italiano sulla guerra in Ucraina?
“La posizione del PLI è molto chiara: sostegno all’Ucraina senza se e senza ma, fino a quando non si arriverà a una pace che sia soddisfacente per l’Ucraina e che ne garantisca la sicurezza e l’indipendenza.
L’Ucraina non sta difendendo solamente il proprio Paese. A nostro avviso sta difendendo anche l’Europa, i suoi valori e il principio secondo il quale ogni Stato deve poter determinare liberamente il proprio futuro senza subire aggressioni.
Per questo riteniamo che l’Italia e l’Europa debbano continuare a sostenere il popolo ucraino”.
Quale dovrebbe essere la linea politica del prossimo Governo?
“Mi auguro di non ritrovarci con un Presidente del Consiglio come Conte o con una maggioranza guidata da Elly Schlein, e soprattutto di non dover vedere Fratoianni Ministro degli Esteri, perché sarebbe, a mio giudizio, una tragedia per l’Italia e per gli italiani.
Noi ci auguriamo invece un Governo che, sul piano economico, si ispiri e applichi con maggiore determinazione i principi liberali.
Servono più risorse per la crescita e lo sviluppo, bisogna continuare nella realizzazione delle infrastrutture strategiche e procedere verso un’ulteriore riduzione del costo del lavoro.
Sul tema del salario, riteniamo necessario andare avanti attraverso una contrattazione che deve rimanere competenza delle organizzazioni datoriali e delle organizzazioni sindacali.
Ma la prima grande richiesta che i liberali rivolgeranno al futuro Governo sarà una drastica riduzione della burocrazia. L’eccesso di burocrazia è diventato asfissiante: soffoca le imprese, rallenta gli investimenti e rappresenta uno dei principali ostacoli alla crescita del Paese”.
Questo Governo ha avuto sufficiente attenzione per la Sicilia?
“L’attenzione che merita la Sicilia non è mai sufficiente, soprattutto se si considera che il danno causato dal Governo Crocetta alla Sicilia e ai siciliani è stato, a nostro giudizio, incommensurabile. Certamente questo Governo ha impegnato risorse come mai, a nostro avviso, era avvenuto in precedenza.
L’impegno per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, insieme agli investimenti sulla viabilità ferroviaria e stradale, rappresenta un segno tangibile di attenzione verso la Sicilia e verso il Mezzogiorno.
Naturalmente bisogna fare ancora di più. Il nostro obiettivo deve essere quello di abbattere progressivamente il divario infrastrutturale ed economico che ancora separa la Sicilia e il Mezzogiorno dalle regioni del Nord.
La Sicilia non può continuare ad essere considerata una periferia d’Europa: deve diventare una piattaforma strategica per l’Italia e per il Mediterraneo”.
Il PLI condivide l’attacco che la sinistra rivolge al Governo sul tema del cambiamento climatico?
“Riteniamo che si tratti, troppo spesso, di un attacco strumentale e, francamente, anche stupido. Ormai, secondo questa impostazione della sinistra, se piove è colpa della Meloni, se c’è siccità è colpa della Meloni. Ci sono tanti focolai di guerra nel mondo? È colpa della Meloni. C’è la guerra tra Russia e Ucraina? È colpa della Meloni. Ci sono tensioni in Medio Oriente? Ancora una volta sarebbe colpa della Meloni. Siamo arrivati a una situazione che rischia di diventare ridicola.
Il confronto politico dovrebbe invece concentrarsi sulle soluzioni concrete ai problemi degli italiani, senza trasformare ogni emergenza in un’occasione per attaccare il Governo.
Sul cambiamento climatico occorre serietà, investimenti, innovazione e politiche responsabili, non propaganda politica”.
Come si colloca il PLI in vista delle prossime elezioni nazionali e delle elezioni regionali in Sicilia?
“Premesso che, come abbiamo più volte dichiarato, per noi questa sinistra è indigesta, riconosciamo che alcune proposte avanzate da Carlo Cottarelli e dalla Fondazione Einaudi sono da noi condivise.
Quello che non condividiamo è il posizionamento scelto per una partecipazione in solitaria. Con l’attuale sistema elettorale, una scelta di questo tipo potrebbe contribuire a portare al Governo del Paese quella che considero un’“armata Brancaleone”.
Per le persone che lavorano e producono, per le imprese e soprattutto per le piccole e medie imprese italiane, sarebbe una tragedia.
Il Partito Liberale Italiano ha osservato e seguito l’azione del Governo Meloni in questi anni e, nel suo complesso, esprime un giudizio positivo. Ci piacerebbe e saremmo disposti a sostenerlo con maggiore convinzione se venisse posta una maggiore attenzione sui diritti civili, se si procedesse a una riforma importante del sistema penitenziario, anche sulla linea delle nostre proposte, e se venisse affrontato con decisione il problema della burocrazia attraverso una sua drastica riduzione.
Se la domanda è: “Con chi state?”, la mia risposta è sì: lavoriamo per consentire al centrodestra di governare l’Italia e la Sicilia per almeno altri cinque anni.
Il nostro obiettivo è contribuire alla costruzione di un’area politica liberale, moderna e riformatrice, capace di sostenere chi lavora, chi produce e chi investe nel futuro del nostro Paese”.
