Ci troviamo di fronte a una vera emergenza sociale che riguarda le prospettive di vita di migliaia di persone. Per questo, chiedo con urgenza alle istituzioni di affrontare finalmente il tema del lavoro in Sicilia con la serietà che merita.
In qualità di portavoce regionale dei tirocinanti siciliani, ormai da anni Oreste Lauria sinoccupa con estrema attenzione delle vicende dei lavoratori precari della nostra isola.
La battaglia si concentra sulla tutela dei lavoratori precari, con un obiettivo chiaro: il riconoscimento e la contrattualizzazione di chi ha vissuto l’esperienza del tirocinio senza sbocchi.
“Come voce dei tirocinanti – dice – ho guidato numerose iniziative per denunciare l’abbandono istituzionale subito dopo la conclusione dei percorsi formativi. Non possiamo accettare che la formazione resti un binario morto; chiediamo lo sblocco immediato delle procedure per l’inserimento lavorativo.
Contestare le politiche attive: Ho contestato apertamente la gestione regionale delle politiche occupazionali. Sollecito l’attuazione di piani straordinari che vadano oltre il precariato storico e favoriscano un reale ricambio generazionale nella Pubblica Amministrazione.
Promuovere il dialogo: Ho cercato costantemente il confronto con l’Assessorato al Lavoro e i rappresentanti politici, spingendo per l’approvazione di emendamenti e norme “salva-precari” sia a livello regionale che nazionale.
Non chiedo assistenzialismo, ma dignità. Le mie proposte aggiornate prevedono:
Una Legge Regionale per l’occupazione: Chiedo una norma che colleghi la partecipazione ai bandi a concrete opportunità di inserimento nel mercato del lavoro, affinché i tirocini non siano più fini a se stessi.
Tutela dei diritti: Continuo a monitorare i pagamenti arretrati e i rapporti con il dipartimento regionale del lavoro, agendo come punto di riferimento per chi si sente invisibile.
Utilizzo strategico dei fondi: È necessario che il Governo Regionale utilizzi i fondi europei per creare leggi specifiche per il reinserimento delle categorie svantaggiate e dei disoccupati che oggi vivono ai margini della povertà.
La mia attività resta radicata nella difesa dei lavoratori “invisibili”. Continuerò a lottare affinché la precarietà non sia più la norma, ma un ricordo del passato per la nostra Sicilia”.
