Il Guru Valentino

20/01/2026
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Il dott. Franco Lauria commenta il personaggio di Valentino, morto ieri

 

“È morto Valentino, il Guru. All’età di 93 anni.

I media sono li a parlarne a reti unificate

h24 definendolo un Imperatore.

Servizi, Video, interviste. Finisce un’epoca.

Che tristezza. Anche noi dinanzi alla morte ci fermiamo. La morte ci viene a ricordare la nostra finitezza e quanto sia vano tutto il nostro affaccendarci.

Donne ricche di mezzo mondo lo piangono dispiaciutissime. Donne borghesi, postborghesi, nobildonne, gente dello spettacolo, del Cinema, della Tv, insomma il frou frou della Società. E anche qualche donna meno ricca.

Ma chi fu veramente Valentino? Un sarto.

Un bravissimo sarto acculturato, elegante che insieme ad altri bravissimi sarti italiani fece girare il made in Italy nel mondo, per decenni. Creando un business enorme. E incoronando Milano come la città internazionale dei ricchi di mezzo mondo.

Ma gli italiani non possono più vivere a Milano.

Città troppo cara per un italiano medio. La gente scappa da Milano trasferendosi nei paesi vicini, nel Sud o all’estero.

Specchio fedele della nostra Società postmoderna, edonista, sempre più classista e frivola.

Valentino e gli altri stilisti superarono i confini della moda, dell’alta moda per diventare uomini di cultura, punti di riferimento, suggeritori di stili di vita e di gusti.

Gli stilisti e la gente dello spettacolo(cantanti, presentatori, giornalisti, attori) sono oggi quello che sino agli anni 60 del secolo scorso furono filosofi, sociologi, storici, psicoanalisti.

Questi uomini erano la cultura alta, per duemila anni, almeno da Platone in poi.

Oggi non più. Oggi tutto è spettacolo. Lo spettacolo con l’apparenza in tutte le forme estetiche prevale sull’etica. La Religione è finita.

Senza religione e senza etica resta solo l’estetica, l’estetica del corpo.

Morto Dio, anche l’anima ha seguito lo stesso destino. Non c’è più. Non c’è più vita oltre la vita. Non c’è vita eterna, ma solo vita terrena. Dopo? il nulla.

Così chiunque celebri la vita fisica terrena è il benvenuto. Fa mercato.

Le chiese sono vuote. Le nuove chiese sono le palestre, i centri estetici, le saune, i centri commerciali.

La cultura moderna è cultura del corpo, con canoni estetici rigidi improntati a magrezza, tonicità, forza, velocità, giovinezza. E sorriso stampato sempre sulla faccia. Finto.

Si celebra l’eterna giovinezza in un mondo occidentale popolato da vecchi, dove le case di riposo sono strapiene di gente abbandonate nell’anticamera della morte e del suo nulla.

Sfilate e presenze continue celebrano l’apparire decadente di una Società che non ha più valori spirituali.

Continue e stridenti contraddizioni.

E la giostra gira sempre, sempre più veloce, in un mondo di depressi ansiosi che dormono solo con i sonniferi, inseguendo soldi, apparenza, fou frou, per nascondere il vuoto e il nulla assoluto che ha investito l’Occidente che fu cristiano.

Ma noi ci consoliamo con i sarti”.