Ultima domenica di agosto. Ci accompagna sempre la meditazione del Vangelo del prof. Massimo Cassarà (nella foto).

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 16,21-27
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà ; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà .
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
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“Chiunque tu sia, Pietro o altro, con il tuo pensare mi sei di ostacolo!” Parafrasando Gesù, comprendiamo quale dolorosa costatazione ha dovuto registrare il Signore ancora una volta alle prese con una mentalità tenacemente abbarbicata al proprio misero sè. Non vi è altro orizzonte nella visione di Pietro che quello di un io arroccato a oltranza in difesa di una carne che non ha nulla da dire, da proporre ad un mondo che geme, immerso nella lotta, nel perenne conflitto! Ogni giorno constatiamo nella nostra esistenza, nel mondo delle relazioni, quanto poco spazio ci sia per una visione ed un agire che contemplino la necessità di donare qualcosa di sè per il bene e la salvezza altrui. Ci siamo noi, famiglia, condominio, quartiere, e poi ci sono gli altri; potremmo anche spingerci oltre, sino al noi città , noi Nazione, e ciononostante non cambierebbe nulla; Gesù continuerebbe ad additarci quali “scandaloso ostacolo” al compimento dell’uomo: il Signore ha scelto degli uomini dalla Galilea, uomini da accompagnare oltre la logica settaria, la logica familista, la logica della carne, perchè imparassero a ricomporsi con l’intero genere umano! È questo il pensare di Dio, il suo essere per l’uomo di ogni luogo e di ogni epoca, oltre i gretti steccati di casa! Una immersione così profonda di comunione, così intensa da comportare il sacrificio della propria esistenza! Nel Figlio di Dio vi è di certo una missione da compiere di una sapienza così elevata da risultare incomprensibile all’uomo, tanto da scandalizzare persino coloro che credevano di averne compreso l’essenza, sino a quel tragico venerdi di Passione: la Croce! Eppure nessuno potrebbe mai negare che nulla si trae di buono, di duraturo, persino di eterno, laddove non vi sia una dedizione che rasenti o raggiunga il martirio, cruento o incruento che sia! Con insistenza e piena consapevolezza desidero imprimere alla lettura di questa Domenica una valenza quasi esclusivamente orizzontale, sociale (per così dire), anche se il monito di Gesù, volto ad indirizzare la nostra attenzione verso la volontà del Padre ( cioè salvare l’uomo da quel peccato che lo ha condannato all’isolamento, ad una eternità senza Dio) non può considerarsi disgiunto dal dovere di carità che esige impegno per una autentica universale giustizia terrena che si contrappone diametralmente ad ogni attenzione, interesse di parte! La carne urla terrorizzata la precarietà della propria condizione, la continua esposizione alla soppressione, lo Spirito canta la libertà del donare, del suo appartenere non ad una sola porzione di umanità , respira la potenza incontenibile di un amore che chiama catene, ostacoli tutte quelle manovre imbastite di buoni sentimenti , di striminziti circoli di solidarietà il cui esito sta ancora tristemente sotto gli occhi di tutti: chi ha fame, chi ha sete, chi cerca pace giace solo ed abbandonato in un mondo impegnato a custodire in ogni modo possibile il proprio orticello, il proprio steccato di casa contro tutto e tutti!
Prof. Massimo Cassara’
