Il si è si; il no è no…?

18/02/2026
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Una nuova riflessione dello psichiatra Franco Lauria sulle sfumature della comunicazione verbale e non verbale.

 

“Il si è si

Il no è no

 

Non è sempre così. Dipende.

L’essere umano si serve di una comunicazione verbale e di una non verbale. La comunicazione verbale è razionale e cosciente, per la massima parte. Salvo i casi in cui sovviene qualche lapsus. Contemporaneamente l’essere umano si serve di un altro canale di comunicazione, non razionale e non cosciente. Si dice non verbale, quindi fisico, fatto di gestualità, movimenti del corpo, sguardo, ma anche tono della voce.

Questa seconda comunicazione non è sotto il controllo della volontà. Quindi una comunicazione volontaria e una non volontaria. A volte coincidono sullo stesso punto, dicono la stessa cosa e la rafforzano. A volte no. A volte una dice una cosa, l’altra dice il suo contrario.

Comunicazione verbale e non verbale non sempre coincidono.

Quando l’analista prende in terapia un paziente sta più attento alla sua comunicazione non verbale piuttosto che a quella verbale, perché sa che quella verbale può mentire quella non verbale no.

Io l’ho fatto a Gela per circa 25 anni da psichiatra-psicoterapeuta dinamico ad indirizzo analitico. Quindi avendo avuto in terapia un certo numero di pazienti, soprattutto donne, ne so qualcosa.

Oggi certi movimenti femministi gridano in corteo: il no è no, il si è si.

In questo modo privilegiano la comunicazione verbale, scartando tutta la comunicazione non verbale.

Riducono l’essere umano solo al linguaggio verbale, alla parola. Così facendo lo mutilano, lo offendono, lo amputano, lo impoveriscono. Non ne colgono la complessità, non ne colgono la ricchezza, ma si affidano solo alla sua parte più manipolabile, meno vera, meno autentica, più menzognera: la parola.

Quindi siamo di fronte ad un falso che viene sbandierato ai quattro venti come vero e che si pretende di introdurre nel nostro ordinamento giuridico.

Le femministe contestano il ddl Bongiorno appellandosi ad un Falso.

Fa strano che in questo momento i vari uomini di cultura, filosofi, psicoanalisti, letterati, giuristi, sociologi, antropologi stiano zitti dinanzi ad un falso così eclatante.

Nessuno che osi affrontare le femministe?

Nessuno che si voglia esporre?

La cultura sta vivendo tempi così bui?

L’ideologia acceca sino a questo punto?

Ci stiamo imbarbarendo sino a questo punto?

Nessuno che osi ricordare che da oltre 150 anni Freud e la psicoanalisi ci hanno aperto gli occhi sulla Coscienza e sull’Incoscio? Nessuno che osi ricordare un ‘800 fatto di scrittori e romanzieri che hanno sondato e sviscerato l’animo umano in ogni parte, tipo Dostoevskij? Ed il femminismo che storicamente ebbe un ruolo di autentico progresso e liberazione oggi regredisce in difesa di falsità e di impoverimento culturale.

La sinistra, la nuova sinistra, lo segue a ruota.

Che tristezza”.

Dott. Franco Lauria