La rappresentazione della Passione ieri era al Calvario. Il Cristo in carne ed ossa si trovava in via Ettore Romagnoli.
Non aveva ferite sanguinanti ma la temperatura corporea sotto i livelli regolari: in ipotermia. Di nuovo.
Perché dorme in tenda fuori e il clima di questa primavera insolita non aiuta.
Ce ne siamo occupati il giorno dedicato a San Giuseppe e adesso è accaduto ancora. Nonostante il grido di aiuto che un volontario, un padre di famiglia che lo segue ha lanciato.
Non solo attraverso il nostro canale, ma attraverso le istituzioni, le strutture religiose, i privati. Tutti buoni ma quando si deve aiutare tutti girati dall’altra parte. E si consuma un’altra vita. L’ennesima.
Poi, se succede l’irreparabile cerchiamo cause o giustificazioni inutili. E si va in ospedale per morire, come è accaduto all’uomo trovato in un casolare e ancora senza nome.
Ma questo è un giovane di 33 anni.. c’è tempo per salvarlo!
Ma non si muove un dito nonostante il grido di aiuto.
E. F. S. da poco tempo è tornato dal nord dove ha lavorato nel campo dell’edilizia. Non ha una famiglia che lo supporta, niente possibilità economiche, né prospettive di lavoro.
Per due mesi, un uomo ha dormito all’addiaccio nelle strade della nostra città . Per due mesi, la sua presenza è stata ignorata, fino a quando, lo scorso 17 marzo, il suo corpo non ha più retto. E ieri di nuovo.
Non ha una casa e non sa dove dormire; vita da nomade in tenda. Un volontario padre di famiglia gli ha offerto un cantuccio in un garage nei mesi più freddi ma adesso non è più possibile utilizzare quell’angolo.
Ed è tornato sulla strada.
L’uomo è stato soccorso d’urgenza e trasportato all’ospedale Vittorio Emanuele per un grave malore dovuto a ipotermia. Non è una tragica fatalità , ma la cronaca di un’emergenza annunciata. Nonostante le ripetute segnalazioni ai Servizi Sociali del Comune, nulla si è mosso.
È stato necessario che la temperatura corporea scendesse a livelli critici perché qualcuno si accorgesse che un essere umano non può, nel 2026, sopravvivere sul marciapiede nell’indifferenza generale.
