Incardona: quando i fatti smentiscono i grillini

31/08/2026
Tempo di lettura: 2 minuti

Cominciamo dalla foto che ritrae l’amministrazione Greco all’inizio dei lavori sull’Orto Pasqualello, prova inconfutabile con il ricordo di chi c’era.

È diventata una vera querelle quella sulla paternità del progetto.

Del resto dopo la polemica sull’ invito dell’assessore Caruso, una diatriba a settimana ravviva i pochi argomenti scarni di una classe politica attenta a queste contingenze.

“La risposta del Movimento 5 Stelle alle mie considerazioni politiche sull’Orto Pasqualello – dice ancora Totò Incardona- evita il punto vero della questione e preferisce parlare di “interlocutori improbabili”, di ignoranza e perfino di “animali morenti”.
Le offese e le metafore le lascio volentieri a loro. La politica si fa con i fatti, con le date e con gli atti.
E i fatti raccontano una storia molto semplice.
Il Movimento 5 Stelle, quando l’Orto Pasqualello era ancora un progetto da portare avanti e non un’opera finita davanti alla quale farsi fotografare, era politicamente contrario a quel progetto e lo contestò attraverso una serie di interventi pubblici tra cui quelli accesi in consiglio comunale dell’allora consigliere Farruggia che definì il progetto di orto pasqualello un progetto in cui “intere aree verdi venivano sottrate al territorio ed occupate da interventi di edilizia”.
Nel febbraio 2024 lo scontro politico fu talmente chiaro che l’allora sindaco Lucio Greco definì il Movimento 5 Stelle “il partito del NO”, proprio per le continue e sterili contestazioni mosse alle scelte dell’Amministrazione, compresa quella relativa all’Orto Pasqualello.
Questa è la storia.
Oggi, invece, a opera conclusa, scopriamo che il Movimento 5 Stelle sarebbe addirittura tra i protagonisti politici dell’Orto Pasqualello.
Troppo comodo.
La politica richiede anche il coraggio di assumersi la responsabilità delle proprie scelte.
Se un progetto lo hai contestato quando doveva essere realizzato, devi avere l’onestà politica di ricordarlo anche quando quel progetto viene completato.
Non si può stare contro quando ci sono problemi, polemiche e responsabilità da assumere e poi salire sul carro dei vincitori quando arriva il giorno della inaugurazione.
Nessuno vuole cancellare i meriti di chi ha lavorato per attribuirne altri, ma una cosa è riconoscere il contributo di tutti, altra cosa è riscrivere oggi la storia per intestarsi politicamente un risultato che ieri si contestava.
Ed è questo il punto al quale il Movimento 5 Stelle dovrebbe rispondere.
Non servono Baricco, gli “animali morenti” o gli “interlocutori improbabili”.
Servono le date. Servono gli atti. Serve la memoria.
Un politico deve avere il coraggio di rispondere delle proprie scelte anche quando, qualche anno dopo, quelle scelte diventano politicamente scomode.
Perché governare e fare politica significa assumersi responsabilità, non cambiare versione a seconda di dove tira il vento.
L’Orto Pasqualello oggi è finalmente una realtà e appartiene a tutti i gelesi.
Ma proprio per questo nessuno può permettersi di cancellarne la storia e presentarsi alla fine del percorso come se fosse sempre stato dalla stessa parte e salire sul carro dei vincitori.
Il carro, oggi, è arrivato a destinazione”.