Il settore dei rifiuti sempre al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine e magistratura. Questa volta l’attenzione è stata concentrata nel settore dei rifiuti ferrosi.
L’ultima indagine, riguarda il nisseno: Gela e Niscemi, ed è stata incentrata su un presunto traffico illecito di rifiuti. È partita nel 2022 e ora sono state eseguite misure cautelari. Il gip di Caltanissetta ha disposto la detenzione in carcere per Gaetano Barone, titolare di un’azienda per la raccolta di materiali ferrosi, a Niscemi.
Quarantasette le posizioni prese in esame dagli investigatori: interessano titolari o dipendenti di ditte impegnate nella raccolta di materiale ferroso, a Gela, Niscemi, ma anche Catania e Licata.
Arresti domiciliari per il gelese Nunzio Alfieri, titolare di una delle ditte che conferiva ferro nel sito di Barone. Le altre misure hanno riguardato l’obbligo di dimora a Gela per Giuseppe Alferi e Domenico Scerra, il divieto di dimora a Niscemi per Gaetano Arcerito, Antonino Barone, Pasquale Barone, Ignazio Cona, Giuseppe Lombardo e Salvatore Fabio Salerno. Divieto di dimora in provincia di Caltanissetta per Andrea Argetta, Carmelo Kevin Licata, Emanuele Terranova e Giuseppe Andrea Terranova. Obbligo di presentazione a Mazzarino per Luigi Canito e Rosario Saro Mannella. Si deve presentare a Gela, invece, Giuseppe Di Caro mentre è giunta l’interdittiva imprenditoriale per Gregory e Salvatore Di Grazia di Catania e Francesco Scicolone di Gela. I militari della guardia di finanza e i pm della Dda nissena hanno ricostruito una lunga sequenza di presunte violazioni nel settore della raccolta di rifiuti speciali, principalmente quelli ferrosi.
