Gela – Può una lettura cambiare un sistema? Quella di Paolo e Francesca, si!

Si può mettere in crisi un’amministrazione comunale per la lettura in aula consiliare di un atto? A Gela si.
E la chiamano politica… In realtà quello che è accaduto venerdì sera è solo la punta dell’iceberg di un malessere che si trascina da mesi nella maggioranza ed in particolare nel Partito democratico che chiede più rappresentanza ma che non la ottiene. Che significa più rappresentanza in quel linguaggio che viene indicato come politico? Un assessore in più, un posto di sottogoverno in più. Insomma ‘merce’ di scambio, per stare in pace. Le elezioni regionali si avvicinano a grandi passi, del resto, e i fremiti aumentano.
E se della maggioranza fa parte, come è vero, il Movimento 5 stelle, evidentemente il M5S sta a posto e non ha da chiedere nulla. O forse no. Perchè c’è chi preme ma non ottiene. Perchè in casi come questi ci sono le pedine pronte da mangiare e poi ci sono quelle intoccabili. E qui cominciano i guai.
Queste cose in maniera chiara non le dichiara nessuno, ma si sa. Quando si rumoreggia o si manifesta un malcontento, è chiaro che non si è contenti. Lo dice la parola! Già da qualche mese il consigliere Orlando si mostra furioso.
E passi l’attesa per l’approvazione del bilancio stabilizzato e non succede nulla. E passi l’attesa sulla variazione di bilancio. E continua a non muoversi foglia. Fino a quando arriva la classica goccia che fa traboccare il vaso: la lettura in aula del regolamento sulla definizione agevolata dei tributi.
“Tutto è iniziato un paio di settimane fa, quando il consigliere Tomasi – dice il sindaco Di Stefano – mi ha presentato questa opportunità per i cittadini, quella di azzerare i debiti con l’ente con agevolazioni. La macchina si è messa on moto con la consultazione dell’organismo di liquidazione. In questi tributi però non rientravano l’Imi e la Tari per i quali era necessario redigere un regolamento ad hoc. Si è offerta la componente della commissione consiliare al bilancio, Alabiso che, insieme alla consigliera Di Benedetto hanno lavorato al progetto. Poco prima del consiglio comunale sembrava che tutto fosse predisposto per la presentazione del regolamento ma poi è successo quello che sapete.
Alabiso ci ha lavorato e può avere ragione, Tomasi è il presidente della Commissione proponente e può avere ragione”. Di Stefano media le parti. Di fatto anche i due partiti della maggioranza si guardano in cagnesco e Orlando dice che ci sarebbe un ”gruppo di famiglia in un interno’ che telecomanda da dietro le quinte. Domani alle 12 il sindaco incontra la Commissione Bilancio. Gli darà modo di acquietarsi? Vedremo…
