L’opposizione incalza la giunta su decoro, opere e questioni morali

15/07/2026
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Il sindaco stasera ha esordito pronunciando la relazione sul secondo anno di mandato tutta al positivo nonostante le difficoltà del dissesto.

​La discussione sulle linee programmatiche e sul primo bilancio dell’amministrazione  accende il consiglio comunale di Gela. Tra posizioni d’attesa, rivendicazioni e attacchi frontali dell’opposizione di centrodestra, il dibattito fotografa una città ancora divisa sulle priorità e sulla direzione da prendere.

​​Il consigliere Paolo Cafà (“Controcorrente”) sceglie la via della prudenza e non concede cambiali in bianco: il suo è un giudizio sospeso. Se da un lato riconosce che per realizzare un programma servono tempi fisiologici e che alcuni punti sono stati avviati, dall’altro non nasconde la presenza di ritardi.

Blindano invece l’operato del sindaco i democratici, con il capogruppo Gaetano Orlando che esprime apprezzamento per la linea di Di Stefano e valorizza il peso specifico degli assessori del PD, Peppe Di Cristina e Giuseppe Fava.

​Con un centrodestra ridotto ai minimi termini in aula, sono le consigliere Sara Cavallo (Fratelli d’Italia) e Antonella Di Benedetto (Lega) a condurre l’attacco.

Per l’esponente meloniana, gli interventi di pulizia e manutenzione sono visibili solo dove si organizzano eventi e feste, lasciando indietro il resto della città.

​Le spine legali e infrastrutturali: La leghista Di Benedetto solleva il caso della mancata costituzione del Comune nel ricorso amministrativo sulla contestata nomina del comandante Cozzo e richiama l’urgenza di sbloccare la messa in sicurezza del cruciale ponte di Settefarine.

​Il nodo etico: Di Benedetto attacca infine sulla gestione politica dei componenti della giunta, chiedendo chiarimenti al sindaco sul caso di un assessore “autosospeso” — figura che definisce inesistente sotto il profilo regolamentare — e chiedendo quale sia la reale direzione morale dell’amministrazione.

​Il dibattito si surriscalda quando si tocca il tema dei finanziamenti e delle infrastrutture per le periferie:

​L’autonomista Lucia Lupo (MpA) rivendica con forza la paternità politica dei progetti per la rete fognaria di Manfria, legandoli direttamente al lavoro dell’assessore regionale dell’MpA, Colianni.

​La replica del PD non si fa attendere. La consigliera Alabiso respinge la logica del ringraziamento politico ai palazzi palermitani, ricordando che gli assessori regionali non fanno favori, ma hanno il dovere istituzionale di essere al servizio dei territori e dei progetti presentati dalle amministrazioni locali.