Mazzarino – La saga del ‘Governo perduto’ di Mazzarino non è finita.
Una vicenda che riserva sorprese nonostante si pensava fosse stata risolta con la mozione di sfiducia del 14 luglio approvata a larga maggioranza, con 12 voti si 16 consiglieri.
Il sindaco ancora in carica Domenico Faraci aveva presentato le dimissioni il 13 luglio. Se i consiglieri avessero desistito dal proposito della sfiducia, il primo cittadino dimissionario, avendo la facoltà di ritirare le dimissioni, avrebbe potuto rientrare. E invece l’opposizione, anticipando la mossa strategica, il 14 luglio ha sancito la ‘presa della città’ votando la sfiducia e rinunciando definitivamente al loro posto di rappresentanti della comunità, convinti che il loro compito è stato concluso con la ‘liberazione’.
Il sindaco sfiduciato ha salutato la cittadinanza, i collaboratori, si è tolto i sassolini dalle scarpe e si è congedato.
Ed ecco la sorpresa. Ieri 30 luglio, a 17 giorni dalle dimissioni, quando entro i 20 concessi dalla legge, si è presentato al Comune con la sua ex giunta, dopo aver revocato le dimissioni, chiedendo di poter entrare nella sua stanza per insediarsi.
Ecco l’atto pubblico depositato per revocare le dimissioni .


Ora, tutto normale se non che il Consiglio comunale l’ha sfiduciato, la sfiducia è stata ratificata dalla Regione ed il 29 luglio, è arrivato il decreto di nomina da parte del Presidente della Regione, che ha individuato Cinzia Chirieleison, come nuovo commissario.
I vigili urbani lo hanno invitato a desistere dalla richiesta e Faraci ha minacciato denunce.
In verità Faraci non è il solo ad adottare questa linea: in passato anche altri sindaci si sono battuti strenuamente per conservare il posto.
