Montante condannato ma non va in carcare

I suoi legali hanno richiesto il “concordato” un patteggiamento in appello che consente di ridurre la pena
19/03/2026
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Condannato a 5 anni e 10 mesi per corruzione ma non andrà in carcere. È la pena comminata ad Antonello Montante.

I suoi legali hanno richiesto il “concordato” un patteggiamento in appello che consente di ridurre la pena rinunciando a parte dei motivi di ricorso.

L’ex presidente di Confindustria Sicilia, un tempo volto dell’antimafia successivamente travolto dalle inchieste, chiude  il suo percorso giudiziario.

La sentenza e’ della seconda sezione della Corte d’Appello di Caltanissetta, presieduta da Domenica Motta, con il parere favorevole della Procura generale.

La vicenda processuale è stata lunga. In primo grado, con rito abbreviato, Montante era stato condannato a 14 anni, poi ridotti a 8 in appello. La Cassazione ha successivamente disposto un nuovo giudizio per rideterminare la pena, escludendo alcune accuse — tra cui associazione a delinquere, rivelazione di segreto d’ufficio e accesso abusivo a sistema informatico — lasciando in piedi la corruzione.

A settembre, la Procura generale aveva dato esecuzione alla sentenza e l’imprenditore si era costituito nel carcere di Bollate, a Milano. In seguito, però, nell’ambito del nuovo appello, era arrivata la scarcerazione su istanza dell’avvocato Giuseppe Panepinto.

È in questa fase che il legale Boris Pastorello ha proposto il concordato, poi accolto dalla Corte, che mette la parola fine al procedimento con una pena ridotta e senza detenzione