Gela – Quattro squadre, una sola partita davvero importante ossia quella della memoria. A Gela il Memorial Gianluca Caterini torna a unire sport, amicizia e impegno per la sicurezza sul lavoro.
Ci sono serate in cui il risultato conta meno di tutto ciò che accade intorno.

Serate in cui un campo di calcetto diventa un luogo della memoria, un abbraccio collettivo, uno spazio nel quale il ricordo di una persona continua a vivere attraverso gli amici, la famiglia e una comunità che non vuole dimenticare.
È accaduto questa sera ai campetti di calcetto Marinetti, dove si è disputato il Memorial Caterini l’appuntamento che ogni anno i ragazzi del Leo Club del Golfo di Gela dedicano all’indimenticabile amico.
Il giovane gelese scomparso tragicamente in un incidente sul lavoro.

Quattro squadre si sono affrontate in un torneo di calcio a 5 fatto di agonismo, sorrisi, sfottò e tanta voglia di stare insieme. In campo quattro squadre la famiglia Caterini, i ragazzi del Leo Club, gli amici delle palazzine di Gianluca e anche i soci anziani del Lions Club Golfo di Gela, club padrino dei Leo che hanno accettato la sfida mettendosi in gioco senza guardare troppo alla carta d’identità.
Tutto in campo insieme i più giovani e gli anziani, con l’obiettivo dichiarato di divertirsi e regalare qualche sorriso ai tanti presenti e, soprattutto, ai tanti simpatizzanti della manifestazione giunta ormai alla sua ottava edizione.
Ma il Memorial non è soltanto una partita.
È un appuntamento che, anno dopo anno, prova a trasformare un dolore in qualcosa di positivo. La memoria diventa così occasione per parlare di un tema che non può essere confinato alle celebrazioni ovvero la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Dietro ogni numero, dietro ogni statistica sugli incidenti, ci sono volti, famiglie, amicizie, sogni interrotti. Ci sono persone che non tornano a casa e comunità costrette a convivere con un’assenza che non si cancella.
Questa sera, tra un gol, una parata, una risata e qualche inevitabile sfida all’ultimo pallone, Gianluca è sembrato ancora una volta vicino ai suoi amici.
Forse è questo il senso più profondo del Memorial. Non lasciare che il tempo trasformi un nome in un ricordo lontano.
Continuare a pronunciarlo. Continuare a incontrarsi. Continuare a giocare.
E, soprattutto, continuare a ricordare che dietro ogni tragedia sul lavoro c’è una vita che merita di essere protetta. Per la cronaca il torneo quest’anno va ai ragazzi del Leo club del golfo di Gela che nota curiosa schierava in campo anche una ragazza Maria Giovanna.
