Nella tua predilezione per gli ultimi abbiamo conosciuto la Giustizia

“Perché vi arrovellate uccidendo per possedere, possedere per dominare, dominare per godere..."
05/07/2026
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La calura estiva e le vacanze non ci possono allontanare dalla Parola di Dio. In questo, da mesi, ci aiuta il proff. Massimo Cassara’. Anche questa domenica lo fa con la riflessione sul Vangelo di Matteo che concentra l’attenzione sugli affaticati ed oppressi.

 

 

Dal Vangelo secondo Matteo

11, 25-30

In quel tempo Gesù disse:

«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero”.

 

 

Il passo evangelico di questa domenica necessita una umile disposizione all’ascolto, ciò non può compiersi in noi se non accettiamo l’invito a mettere in discussione talune nostre certezze intellettive, religiose, spirituali. Non è da tralasciare neppure un certo pregiudizio che vorrebbe annoverare Gesù tra i precursori ora di una, ora di altra partigianeria ideologica; il suo pensare, parlare, agire dettato da un amore onnicomprensivo non può accogliere in sé faziosità, intenzioni conflittuali, belliciste di nessuna sorta. Ogni parola che giunge al cuore come una freccia acuminata – come una spada affilata, dice Paolo – non è per la morte, contiene piuttosto un farmaco, il farmaco della vita. È la verità salutare, che giunge come un discrimine netto, a sradicare la menzogna da ogni ammorbata coscienza. Vuole salvare gli ingannatori e, nonostante tutto, ingannati di questo mondo, i cosiddetti dotti che pensano di acquisire potere possedendo per intero lo scibile umano; è stato inciso all’ingresso della famosa Library of Congress di Washington Knowledge is power (La Conoscenza è Potere); non si intende commentare sibillinamente la frase che in sé è neutra, preme invece sottolineare ciò che una porzione dotta, superba di umanità ha fatto di tale conoscenza strumento di potere per emarginare, colonizzare, sottomettere, impoverire. L’esultanza di Gesù è la manifestazione di una gioia profonda: Dio è venuto a rispristinare la giustizia; un dono gratuito per gli umili, gli emarginati, i miti; un insegnamento per chi ha continuato, perpetrando per millenni ,sin dall’inizio dei secoli, la propria disgraziata pretesa di voler guidare la propria esistenza ed il mondo intero ricusandone l’Autore. Sono sempre e soltanto le intenzioni del cuore il campo di indagine e giudizio di Dio, è qui che l’uomo si gioca la propria gioia. Verrebbe da urlare, parafrasando Paolo: “Perché vi arrovellate uccidendo per possedere, possedere per dominare, dominare per godere” per poi aggiungere “Non sapete che tutto è vostro! Perché voi siete familiari di Cristo, e quindi eredi?”. Ma come potete comprendere questo, voi sapienti mondani, che avete preferito alla Verità le vostre piccole inconcludenti vie, sentieri senza uscita, cunicoli esistenziali che hanno mortificato ed infine annichilito l’uomo ed il suo respiro divino? A questi poveri, oppressi, vittime sacrificali dell’uomo ribelle, Gesù offre il proprio ristoro; non si tratta di un ristoro che intende rivaleggiare con l’allettante mercato degli uomini; Gesù offre ancora una via, un percorso, una conoscenza dalle mire antitetiche rispetto a quelle assimilate dal mondo; propone di accostarsi al suo giogo, di farsene in parte carico; si tratta della via dell’amore, una via le cui innegabili fatiche non sono però paragonabili ai suoi incommensurabili benefici. Direbbe Edith Stein che esiste una sapienza alta, sublime, risolutiva, questa è la scienza della Croce, la scienza dell’amore. Lo è nel suo svelare all’uomo il significato più alto, perfetto dell’esistenza, lo è nel senso più autentico quando ispira l’uomo a farsi dono per il prossimo, quando propone rinuncia, persino rinnegamento; sappiamo tutti come e quanto sia necessario spendersi, consumarsi per generare vita. La sua Parola sarà pure difficile da masticare, indigesta, eppure quanto efficace, veritiero quel dire: “Date voi stessi loro da mangiare”.

A tutti una santa Domenica.

Prof. Massimo Cassara’