​Niscemi non dimentica il suo passato

commemorazione di Suor Cecilia Basarocco e la mostra sui cimeli
12/07/2026
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​NISCEMI  – Nemmeno la morsa di una giornata di caldo afosissimo ha fermato la memoria storica. Niscemi si è stretta attorno al ricordo di una delle sue figure più nobili ed eroiche, Suor Cecilia Basarocco, in una solenne cerimonia di commemorazione a cui è seguita l’inaugurazione di una straordinaria Mostra temporanea di Cimeli Bellici della Seconda Guerra Mondiale.

​L’evento ha registrato una partecipazione di pubblico eccezionale. Moltissimi i cittadini accorsi anche dalla vicina Gela, a testimonianza di un legame territoriale indissolubile con le vicende dello sbarco alleato del 1943. Una risposta calorosa che ha ripagato ampiamente gli enormi sforzi organizzativi profusi dai comitati e dai partecipanti giunti dalle province di Catania, Ragusa e Messina.

 

​Il valore storico e morale della manifestazione è stato suggellato dalla presenza di altissime autorità militari, civili e internazionali. Tra i momenti più toccanti, la partecipazione dell’ing. Valter Chirieleison, nipote del Generale Domenico Chirieleison, indimenticato comandante della gloriosa Divisione “Livorno” che proprio su queste terre si sacrificò nei giorni dell’Operazione Husky.

​A dimostrazione del respiro internazionale dell’evento e dello spirito di riconciliazione tra i popoli, erano presenti il Comandante e il Vicecomandante della NAS Sigonella, insieme al Comandante dell’Ospedale della base americana, accompagnati da una folta delegazione di piloti, infermieri e ufficiali. Al loro fianco, anche una delegazione tedesca della NATO rappresentata da due Ufficiali Superiori.

​Il fronte istituzionale e associativo siciliano ha risposto compatto. Tra le massime cariche presenti:

​Il Referente della Regionale dell’ Associazione Lamba Doria, ten. colonnello Corrado Di Bartolo, e il vicereferente, ten. colonnello Giovanni Iacona.

​Le rappresentanze dell’Associazione Nazionale Bersaglieri (ANB) di Niscemi, dell’UNUCI di Caltagirone e della Sezione di Gela dell’Istituto Nazionale del Nastro Azzurro.

​Una delegazione di tre Crocerossine del Comitato di Caltanissetta, a ideale passaggio di testimone con l’operato di Suor Cecilia.

​I vertici locali delle Forze dell’Ordine: il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Niscemi, insieme alle rappresentanze della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza.

​Sul piano politico e sanitario, hanno presenziato l’on. Rizzo di Caltagirone, il consigliere regionale Rosetta Cirrone Cipolla e il fratello Alfonso, direttore degli Ospedali del Sud dell’Asp di Caltanissetta.

​L’organizzazione a cura dell’associazione Lamba Doria di Gela con il Referente dr. Michele Curto e il Referente di Caltagirone Salvatore Reale ,che sono stati anche i curatori della mostra ,coadiuvati da Franco Mongelli, il direttore del Museo Civico Enzo Liardo e Alberto Lunetta per una giornata che resterà impressa nella memoria.

Fattiva è stata la collaborazione di volontari ,che si sono spesi giorno e notte per predisporre il tutto in tempi brevi:Mario Bracciaventi, Calogero Seminatore ,Rocco Giudice e Salvatore Vigna.

​La mostra temporanea di cimeli bellici, inaugurata subito dopo la cerimonia, rimarrà aperta nei prossimi giorni, offrendo a cittadini, studenti e appassionati un’importante occasione di riflessione sugli orrori della guerra e sul valore supremo della pace e della solidarietà, di cui Suor Cecilia Basarocco resta un simbolo eterno.

Suor Cecilia Basarocco (nata Angela) è stata una religiosa dell’ordine della Sacra famiglia.
 Nata a Racalmuto (AG) nel 1914, ha dedicato oltre cinquant’anni della sua vita all’ospedale di Niscemi (CL). È nota per aver trasformato un’infermeria di fortuna in un punto di riferimento sanitario e per aver salvato 12 soldati tedeschi dalla fucilazione nel luglio 1943. 
La storia di Suor Cecilia, definita un’antesignana dei medici di frontiera, si articola in momenti straordinari e di quotidiana dedizione: 

Giunta a Niscemi nel 1935 a soli 21 anni, vi rimase fino alla morte, avvenuta il 20 ottobre 1986. Ha lavorato come caposala e ferrista affrontando condizioni estreme, specialmente nei primi anni in cui l’ospedale era privo di risorse adeguate. [Durante lo Sbarco degli Alleati in Sicilia, nascose e curò dodici soldati tedeschi feriti. Affrontò coraggiosamente un plotone di esecuzione che voleva giustiziare i militari, dicendo ai soldati: “Sparate pure a me”, riuscendo a salvare le loro vite. Nel 1974, a Gela, ricevette una medaglia alla memoria alla presenza di alcuni dei soldati sopravvissuti.

Per il suo instancabile lavoro e coraggio, oggi le è stato intitolato l’Ospedale Civico di Niscemi. La sua figura è stata raccontata anche nel libro ‘Suor Cecilia Basarocco l’Angelo bianco’ curato da storici locali per preservare la memoria di questa donna forte e determinata.