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Gela – All’andata il Gela vinse il derby contro la Nissa per 1-0 davanti a 4000 spettatori provenienti da tutta la provincia e, gol regolare annullato. La Nissa fu ipnotizzata, non un tiro nell’allora portiere del Gela Minus. Il fattore ambientale ha sicuramente inciso.
In quella domenica storica il popolo biancazzurro, riempì all’inverosimile tribuna e curva del “Vincenzo Presti”, in quella partita arrivarono tifosi biancazzurri da tutto il Libero Consorzio di Caltanissetta si dice che dopo il gol di Maltese su rigore il boato si sentì al lungomare Federico II di Svevia.
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Tutti insieme, con accenti diversi, i biancazzurri, hanno gioito, incitato, esultato, spinto la squadra come raramente era capitato nel recente passato, Gela, in quella indimenticabile partita, fu, il centro del Calcio della Sicilia e del Meridione d’Italia.
Gela, Nissa significa, calcio, politica, rivalità; turismo-industria contro uffici-pastorizia, mare contro colline; Gela, Nissa è il derby più sentito del calcio nazionale in questa categoria; è il derby per antonomasia, non è una partita come le altre, è un incontro che si aspetta tutto l’anno.
Le due città hanno solo una cosa in comune: donne bellissime e molto intelligenti.
All’andata il derby fu deciso da due ex. Uno, DARIO MALTESE, ex capitano della Nissa che ha segnato il calcio di rigore decisivo spiazzando il forte portiere.
L’altro, Manuel Sarao, ex capitano del Gela che è passato alla Nissa (in panchina dal primo giorno), ironia della sorte, ha commesso il fallo di mano che ha causato il rigore-partita. Un giocatore arrogante che ha preferito la “panchina” a Caltanissetta che la fascia da capitano a Gela, altro che “Gladiatore” nel progetto di scalata della categoria del Gela Calcio.
Oggi la Nissa che ha un organico, sicuramente, da serie superiore punta a vincere il campionato senza passare dai PlayOff; il Gela fortemente depotenziato andrà a Caltanissetta per dare un dispiacere ai tifosi Giallo-Rossi e passare alla storia magari con gol del fortissimo gelese VINCENZO TUCCIO, del gelese di adozione ANDREA PETTA un muro in difesa e un goleador in attacco, o di GIACOMARRO in rovesciata.
Obiettivamente occorrerà un Gela superlativo, Mister Misiti dovrà interpretare il match in maniera impeccabile e senza margini di errore. Possiamo farcela.
Non sarà una partita, ma una vera e propria battaglia calcistica all’ultimo respiro tra due città vicine e nello stesso tempo lontanissime. Peccato per l’interdizione nell’assistere la partita ai tifosi gelesi da parte della Prefettura, lo Stadio si sarebbe tinto di bianco-azzurro con 3500 sostenitori provenienti da Gela.
Per la società Gela Calcio il primo anno di assestamento alla categoria è quasi passato (con successo), primo obiettivo raggiunto;
con l’ingresso dei nuovi soci e, con la possibilità di coinvolgere i tantissimi tifosi bianchi e azzurri in tutto il mondo e, arrivare all’Azionariato Popolare su proposta dello scrivente; la società del Golfo di Gela si appresta a divenire una delle più solide della Sicilia. Ora occorre lavorare per un nuovo stadio stile Ferraris di Genova, con una capienza minima di 12.000 spettatori.

Dicotomia tra società,tifosi e, politica.
Una nota di demerito va sicuramente alla politica che ha iniziato i lavori a campionato iniziato provando danni indicibili alla società che ha giocato per metà campionato senza gli introiti e, gli incassi, della tribuna chiusa, lavori tuttora praticamente fermi. Ancora una volta la politica ha dimostrato scarsità nella programmazione dei lavori, inoltre l’amministrazione di Gela non ha finanziato un euro al Gela Calcio unico caso in tutti i campionati di Serie D, dove tutte le amministrazioni hanno contribuito sotto forma di sponsor.
Al contrario. Un grande applauso al Presidente/Tifoso Toti Vittoria; alla mente strategica Avv. Francesco Salsetta; a Luigi Alabiso. Inoltre un merito va ai tantissimi sostenitori in giro per tutto il mondo, a chi, ha sostenuto la squadra e società investendo tempo e denaro senza un vero ruolo; ma, solo per amore della città. non bisogna dimenticare neppure i giornalisti che hanno capito l’importanza coesiva-economica di una squadra di calcio, per la città di Gela, hanno improvvisato in perfetto stile gelese una postazione giornalista all’interno di un appartamento privato, spirito di adattamento ambientale-logistico e sacrificio per dare un servizio dignitoso a tutti.
Occorre liquidità che in termini finanziari calcistici significa: nuovi facoltosi soci, azionariato calcistico popolare, sponsor, maggiore partecipazione del Comune di Gela e, 4000 spettatori per singola partita, solo così possiamo arrivare lontani.
In futuro. Con questa squadra e l’allargamento della rosa il prossimo anno si può vincere il campionato ma occorre la collaborazione di tutto.
Alle 19.00 la sintesi della partita e i voti.
Francesco Agati
