Nuovo appuntamento con le riflessioni dello psichiatra dott. Franco Lauria.

“Ho atteso la fine dei festeggiamenti del Natale per dire la mia su questa polemica iniziata nel 2017.
La piazza principale di Gela si chiama Piazza Umberto primo. Un re sabaudo. E qui ci sarebbe da aprire una polemica sul risorgimento italiano che rimandiamo ad altre occasioni.
La statua femminile, nuda, si ispira alla dea greca Artemide, dea della fecondità della Natura, inno creativo alla Madre Terra e a tutte le donne, spogliate di ipocrisia e di vergogna, prima ancora che dei vestiti.
I greci furono i primi a raffigurare il corpo nudo femminile, la sua bellezza, la sua creatività biologica.
Il Cristianesimo, per celebrare la creatività femminile, copri le nudità, rivestì la donna, e la raffiguro’ a mezzo busto, mettendo in braccio alla Madonna Madre un Bambino al posto della spiga. Nei Greci quindi la Natura che si esprime nella donna, nei cristiani la Donna, l’essere umano, che si esprime direttamente mettendo in ombra la Natura.
Il Cristianesimo cattolico doveva mortificare il corpo femminile ed il sesso, privilegiando il ruolo educativo ed affettivo della Madre che si occupa del Figlio. La donna madre è il cattolicesimo.
Quindi No nudità. No sesso.
Ora ricoprire la donna nuda a Natale può fare felici i cattolici, certi cattolici, ma cosa abbiamo messo al suo posto? Un cono di luce.
Un cono di luce non è un albero. Né tantomeno un presepe. L’essenza del Natale per tradizione locale, mediterranea, era il presepe, non l’albero, tantomeno un cono di luce, metallico e freddo.
Certo il cono simboleggia l’albero, ma l’albero non c’è, lo vediamo noi perché lo vogliamo vedere.
Il cono di luce ha nascosto la donna nuda. Ma cos’è la luce e cosa simboleggia nel mondo greco? La luce simboleggia la nascita della Coscienza individuale e della razionalità, attributi del giovane e bello Dio Apollo in contrapposizione a Dionisio, Dio dei sensi, del godimento e della Notte.
Insomma la Luce esprime modernità razionale e individuale.
Che è un atto maschile. Platone e Aristotele, V-IV secolo. A. C. ne sarebbero felici.
Il Cono Luminoso che nasconde la donna nuda quindi celebra il trionfo della razionalità individuale e creatrice, ai danni dell’inconscio collettivo irrazionale.
Dal buio alla luce, dalla notte dei tempi antichi al giorno dei tempi moderni. Sono convinto che Freud approverebbe.
Chi ne paga le conseguenze?
Per prima cosa il presepe, cioè la famiglia tradizionale come gruppo sociale, sostituita dal singolo e all’individuo. Il presepe è scomparso. Qualcuno se ne è accorto?
Crisi della Famiglia, quindi dei genitori e della Madonna Madre, oltre che del Padre.
Ma il Padre era già debole e lontano, sin dalle origini del cristianesimo, essendo solo un padre putativo e non biologico. Il padre vero era lo Spirito. Il Bambino (Gesù) cioè ogni bambino veniva al mondo dall’incontro della donna con lo spirito divino, mentre il maschio, uomo reale, era solo un sostegno materiale e una compagnia per la donna madre ed il bambino. Spirito maschile e Donna femminile celebravano la creatività.
Il cono di luce, con la sua forma essenziale e geometrica nasconde la Natura, nasconde l’Ombra, nasconde la donna madre, non solo quella greca, ma anche quella cattolica. Almeno per un mese. Jung avrebbe di che dire, sull’argomento Ombra.
Il cono di luce è astratto, tecnico e geometrico. È un simbolo. Ma simbolo di cosa? Dell’ Albero, dell’albero che non c’è, che non c’è più, ma che noi vogliamo vedere. In realtà per la sua forma diritta e puntuta in alto rimanda più a un fallo eretto che a un albero e questo diverso simbolismo ci riporta al maschile. Quindi fine della Famiglia, fine del Padre, fine della Madre, fine della Natura, come dea Madre creatrice, e trionfo della Scienza e della Tecnica.
La creatività diventa tecnologica, fredda, puntuta, maschile, appena appena riscaldata da luci artificiali.
Il cono di luci nasconde sia la donna nuda greca, sia la madre vestita cattolica, entrambi sostituiti dalla Tecnica razionale individuale maschile.
Il cono di luci fa fuori sia il sesso greco sia il sentimento cattolico, sostituiti dalla freddezza del metallo che simboleggia l’anaffettività e l’apatia della Scienza della vita moderna. La Scienza, creata dalla Ragione, tanto cara agli illuministi francesi, ha prodotto a sua volta la Tecnica che si è incarnata nelle tecnologie, nell’elettricità, nel tronco di cono luminoso.
Il cono di luci è oggi l’espressione più autentica della postmodernita’ omologata, globalista, atea e progressista, che uccide le tradizioni locali.
Non per niente è stato premiato e si è imposto un po’ ovunque nelle piazze d’Italia, da Milano a Catania, a Gela e nel Mondo Occidentale”.
Dott. Franco Lauria
