
Gela – Il quartiere Ospizio Marino tirato a lucido. Le sue strade sovrastano la zona archeologica di Gela. Chi vi risiede dorme sui resti dei progenitori greci. Ogni scavo, ogni minimo intervento ha portato alla luce antiche vestigia. Un quartiere da decenni dimenticato, da cui molti cittadini sono fuggiti perché lo hanno ritenuto volgare e poco sicuro. Adesso ha la fortuna di avere a pochi metri l’oasi di cultura da cui la città aspetta tanto in termini di immagine e sviluppo.

E qui si innesta il rinnovato senso di pulizia:

la potatura degli alberi di via Remo e la cura delle piante del lungomare, in particolare la palma vicino l’ex lido Eden, è arrivato il turno del bivio di via Vespucci e dell’aiuola del carrubbo nonché la pulitura dell’ex area di servizio Tamoil dove i residenti auspicano sia realizzata una piazzetta, la pulizia del giardino dell’acropoli e infine la potatura delle palme di via Prati che si apre sull’ingresso del nuovo Museo.

Finalmente il quartiere Ospizio Marino dell’area urbana 1 presieduta da Saverio Tomasi riflette la grande bellezza grazie al Museo dei relitti che ha permesso di realizzare i lavori del quartiere richiesti alcuni mesi fa quando il quartiere aveva come presidente Salvatore D’Aleo.

“Un ringraziamento va al sindaco Terenziano Di Stefano e all’assessore Fava insieme al settore ambiente che non sono venuti meno agli impegni promessi al quartiere – dice il segretario dell’associazione ‘Gela che cambia’ Emanuele Sacco.

Ora aspettiamo come già fatto lo scorso anno interesse per il parco dei giardini di Demetra e Kore con la potatura dei sentieri come già fatto lo scorso anno, che diventera’ un’attrattiva in più per i numerosi turisti che verranno a visitare il Museo dei relitti greci”.

