“Perché Putin ha ragione”…

Seconda puntata della Rubrica "Rotta di collisione" a cura di Alessandro Guarnera
27/09/2025
Tempo di lettura: 2 minuti

Torna l’appuntamento del sabato con la rubrica ‘Rotta di collisione’ a cura del dottor Alessandro Guarnera. Oggi si parla di politica internazionale con una visione alternativa rispetto a quanto viene propinato dai media.

 

“Perché Putin ha ragione – Al di là delle semplificazioni, uno sguardo alle motivazioni che muovono la Russia e che raramente vengono raccontate.

 

Siete già abbastanza indignati dal titolo? Vi consiglio allora di leggere in modo da sentirvi anche “schifiati” per come spesso non usiamo il cervello per indagare la realtà completa dei fatti. Qui non vogliamo dare ragione a qualcuno ed ancora meno tifare per qualcuno ma qualcuno le verità deve pure raccontarle.

La guerra in Ucraina continua, e con essa continuano a contrapporsi due narrazioni inconciliabili. Da un lato Vladimir Putin, che giustifica l’intervento russo come un’azione difensiva contro l’avanzata della NATO e come tutela delle popolazioni russofone nelle regioni orientali. Dall’altro un Presidente con mandato scaduto e che non indice elezioni pur potendole svolgere con le garanzie ONU. Zelensky dalla sua denuncia l’aggressione come un tentativo di cancellare l’indipendenza dell’Ucraina e invoca l’aiuto dell’Occidente per difendere la sovranità nazionale.

Sono queste due visioni radicalmente opposte, sintetizzate ed a dire il vero incomplete. Lo Zar Russo rivendica una missione storica, ma dietro la retorica della sicurezza si intravede la volontà di mantenere un’area di influenza geopolitica che la Russia considera vitale. Zelensky invece parla il linguaggio della libertà e della democrazia, ma al tempo stesso alimenta la dipendenza del Paese dal sostegno militare ed economico esterno, affidando il destino nazionale a un conflitto che rischia di non avere sbocco.

I canali di informazione internazionale amplificano queste posizioni, spesso riducendole a slogan: “resistenza eroica” da un lato, “minaccia esistenziale” dall’altro. Nella vita reale rimane però la tragedia quotidiana dei civili, manovrati come pedine inconsapevoli in una scacchiera che non conoscono.

Il rischio che stiamo correndo è quello di accontentarci di narrazioni contrapposte, con una opinione pubblica occidentale che si sta formando attraverso informazioni filtrate, nascoste o parziali. Si vive anche una guerra di immagini e parole: la selezione di ciò che viene mostrato o taciuto diventa parte integrante del conflitto.

Per questo motivo non me la sento di dire che “uno dei due ha ragione” perché ciò significherebbe cedere alla logica binaria che ha già intrappolato il dibattito. La verità non sta interamente da una parte né dall’altra, e forse non è nemmeno più rintracciabile nei discorsi ufficiali. E ciò ammesso che ci sia un’unica verità. Io direi di guardare oltre il nostro naso. Direi di interrogarci su chi trae realmente beneficio dal prolungarsi di questa guerra e su quali interessi geopolitici si nascondano dietro le dichiarazioni solenni, e quale prezzo stiamo pagando noi cittadini comuni. Occorre riflettere e non rimanere spettatori di un conflitto che consuma vite di uomini donne e bambini. È lì che occorre guardare: non alla ragione di Putin né a quella di Zelensky ma alla possibilità di un domani che oggi sembra ancora impensabile”.

 

Dott. Alessandro Guarnera

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