Di recente è stato chiamato a commentare la questione sanità l’ex assessore di Gela Pizzardi.
Certo non si capisce il perché, forse solo per fare notizia , se di notizia si può parlare. Di fatto far parlare soggetti alternativi sollecita nuove polemiche.
“Don Chisciotte, lotta per l’onore, la protezione dei deboli e la libertà. – dice Giovanni Scicolone di Spazio civico – Al di là della letteratura che rappresenta, il personaggio è questo. Di certo, non trasformeremo le nostre dichiarazioni in un simposio letterario e quindi andiamo al punto.
Pizzardi, è il difensore di Ufficio di Asp poiché organico all’Asp.
Siamo d’accordo sulla programmazione. Ma una domanda va fatta: chi deve rendere attrattivo l’ospedale?
Un medico non sceglie Gela soltanto perché trova un posto disponibile. La sceglie se trova un ospedale moderno, attrezzato, con tecnologie adeguate, personale, formazione, ricerca e concrete prospettive professionali.
E questo non può farlo il sindaco.
Lo deve fare l’ASP, insieme alla Regione. C’è una certa confusione di ruoli nel ritenere che il Sindaco debba fare ciò che è di precisa pertinenza dell’ASP.
Da anni sentiamo parlare di reclutamento, graduatorie, accordi e promesse. Ma se vogliamo davvero attrarre professionisti dobbiamo investire sul Vittorio Emanuele e creare le condizioni perché un medico sia orgoglioso di lavorarci.
Ieri il sindaco ha incontrato nuovamente l’ASP. Bene. Ora però dalle parole bisogna passare ai fatti.
La protesta non è alternativa alla programmazione.
La protesta serve proprio quando la programmazione promessa per anni non basta più.
Al sindaco chiediamo di continuare a battersi. All’ASP chiediamo di investire e di esercitare il proprio ruolo
Perché l’ospedale non si rende attrattivo con gli annunci. Si rende attrattivo con i fatti.*
E Gela, dopo anni di promesse, di fatti ne aspetta ancora troppi.
