Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma delSegretario Nazionale del Partito Liberale Italiano Grazio Trufolo
“Il Novecento ci ha consegnato due grandi esperienze totalitarie, Fascismo e comunismo, diverse tra loro ma accomunate dalla negazione dell’individuo in nome di un collettivo superiore: la razza, la classe, la nazione, l’ideologia.
Il liberalismo nasce dalla reazione a questa concezione. Per noi liberali viene prima la persona e poi lo Stato. Lo Stato deve garantire la libertà, non stabilire come debbano vivere i cittadini.
Non ho mai apprezzato i colonnelli che scendono in campo, a maggior ragione i generali. Ma non è una questione di divisa, di gradi o di biografia personale: è una questione di idee, di valori e di programmi
Per questo il PLI considera il programma di Futuro Nazionale e le posizioni di Roberto Vannacci incompatibili con la nostra storia, la nostra cultura politica e la nostra idea di libertà.
Sui diritti civili la nostra posizione è ancora più netta. Non accettiamo che lo Stato stabilisca chi può amare, quale famiglia può costruire, chi può formare una famiglia o quali scelte personali siano moralmente accettabili. Ridurre i diritti delle persone LGBT, mettere in discussione il riconoscimento delle unioni civili o limitare i diritti sulla base dell’orientamento sessuale significa, per noi, arretrare sul terreno della libertà individuale.
Questa non è una battaglia tra destra e sinistra. È una battaglia tra una concezione liberale dello Stato e una concezione illiberale dello Stato.
Si può essere di destra, conservatori e patrioti senza essere illiberali. Ma una destra che pretende di imporre dall’alto un modello unico di famiglia, di morale e di comportamento non è la destra che può rappresentare la tradizione liberale italiana.
E qui veniamo a Giorgia Meloni.
Il PLI le rivolge un appello preciso: non insegua Vannacci e non lasci che la destra radicale sposti verso posizioni sempre più estreme l’agenda del centrodestra di governo.
Gli italiani hanno premiato un percorso diverso: una destra moderna, istituzionale, responsabile e costituzionale. È quella strada che, a nostro giudizio, Giorgia Meloni deve continuare a percorrere, senza farsi condizionare da chi pensa che per essere più forte la destra debba necessariamente diventare più radicale.
La destra non ha bisogno di diventare illiberale per essere forte. Ha bisogno di dimostrare di saper governare dentro le istituzioni e nel pieno rispetto delle libertà.
Il PLI non accetterà mai uno Stato etico, né di destra né di sinistra.
Lo Stato non deve dirci come vivere, come amare o come morire. Deve garantire a ciascuno la libertà di vivere secondo le proprie scelte, nel rispetto della legge e degli altri.
Questa è la nostra storia. Questa è la nostra identità. Questa è la nostra idea di Italia.
La libertà non ha divisa, non ha colore politico e non appartiene a una maggioranza. La libertà o è per tutti, o non è libertà”
