PLI: Gela non ha bisogno di proteste: ha bisogno di chi governa

13/09/2026
Tempo di lettura: 2 minuti

Il PLI rappresentato sil piano nazionale e a Gelacda Grazio Trufolo si schiera dalla parte dell’attivismo amministrativo e non delle proteste plateali.

 

“Gela ha una lunga memoria di promesse non mantenute. Da oltre quarant’anni attende un porto degno di questo nome: oggi l’insabbiamento ne limita pesantemente la navigabilità, al punto che anche un piccolo peschereccio incontra enormi difficoltà a entrare.

A ricordare quella battaglia, settimana dopo settimana, c’era un giornalista: Franco Gallo, conduttore di Agorà. Portava in trasmissione una semplice cartelletta con una scritta diventata simbolica: “PORTO DI GELA”. Era il suo modo, concreto e ostinato, di tenere accesi i riflettori su un problema che la politica continuava a rinviare.

Gallo è morto prematuramente, senza poter vedere realizzato quel sogno. Ma la sua battaglia resta un esempio di come un giornalista possa utilizzare il proprio ruolo per dare voce ai cittadini e incalzare chi governa.

Oggi Gela si trova davanti a un’altra emergenza, forse ancora più delicata: la sanità. Medici insufficienti, carenza di attrezzature e reparti in difficoltà, con un Pronto Soccorso che non può certamente offrire ai cittadini le risposte che meritano.

E qui emerge una contraddizione politica che non può essere ignorata.

L’amministrazione comunale ha scelto di installare un gazebo davanti all’ospedale e raccogliere firme per protestare contro le carenze sanitarie.

Ma chi governa una città non dovrebbe protestare contro ciò che ha il dovere di contribuire a risolvere.

Un giornalista può denunciare. Un comitato civico può mobilitarsi. I cittadini possono firmare e manifestare.

Un sindaco e una giunta, invece, devono amministrare.

Devono bussare alle porte della Regione, convocare i responsabili della sanità, pretendere risposte, costruire soluzioni e utilizzare fino in fondo il peso politico che possiedono.

E la contraddizione diventa ancora più evidente quando forze politiche presenti nelle istituzioni locali hanno anche rappresentanti e responsabilità ai livelli regionali. In quel caso, più che un gazebo servirebbe una filiera istituzionale capace di produrre risultati.

Perché altrimenti il rischio è che una sacrosanta emergenza dei cittadini venga trasformata in una vetrina politica.

Gela non ha bisogno di amministratori che si comportino da opposizione. Ha bisogno di amministratori che esercitino fino in fondo il potere e le responsabilità che i cittadini hanno affidato loro.

Franco Gallo, con una semplice cartelletta, ricordava alla politica ciò che non era stato fatto.

Oggi la politica ha qualcosa che Gallo non aveva: il potere istituzionale di intervenire.

E allora la domanda è semplice: vogliamo continuare a raccontare i problemi di Gela o finalmente iniziare a risolverli?

Perché i cittadini non chiedono altri gazebo. Chiedono risultati”.