Si aprirà a maggio il processo sulla gestione dell’Ipab “Aldisio”. Il giudice per l’udienza preliminare Serena Berenato ha infatti disposto il rinvio a giudizio per quattro dei protagonisti dell’inchiesta che ruota attorno a presunte irregolarità amministrative nella conduzione della casa di ospitalità.
Davanti al tribunale, con rito ordinario, dovranno comparire l’ex presidente del consiglio di amministrazione don Giovanni Tandurella, l’ingegnere Renato Mauro, legale rappresentante della società “La Fenice”, e gli ex consiglieri comunali Sandra Bennici e Salvatore Scerra.
Con la decisione del gup si chiude la fase preliminare e si apre quella dibattimentale, durante la quale saranno esaminate nel merito le contestazioni formulate dagli inquirenti sulla gestione dell’ente assistenziale.
L’indagine, coordinata dal pm Luigi Lo Valvo, si focalizza sulla conduzione amministrativa della struttura e, in particolare, sui rapporti tra l’Ipab e la società privata “La Fenice”. Per l’accusa, sarebbero stati avviati presunti accordi corruttivi con l’obiettivo di agevolare l’ingresso della società nella gestione dei servizi assistenziali. Un’intesa che, in una fase successiva, è stata revocata dal commissario regionale straordinario Giuseppe Lucisano.
Intanto, sul piano processuale, a fronte del rinvio a giudizio disposto per alcuni imputati con rito ordinario, il giudice per l’udienza preliminare ha assolto i dieci che avevano scelto il rito abbreviato. Tra loro anche il notaio Andrea Bartoli e altri nove coinvolti nell’inchiesta.
Don Giovanni Tandurella, inoltre, è stato prosciolto da tre contestazioni specifiche — falsità ideologica, malversazione e utilizzo illecito di fondi — che gli erano state attribuite nell’ambito del procedimento.
Nel processo si sono costituiti parte civile diversi ex ospiti della struttura e i loro familiari, con l’obiettivo di ottenere l’accertamento di eventuali responsabilità e il riconoscimento dei danni subiti.
