La memoria che è non distante, né polverosa. La memoria viva, che ci riguarda, ci interpella. Lo spirito che ha mosso l’incontro-testimonianza di oggi a Gela con l’esule istriano Romano Bosich è un invito a conoscere, capire, approfondire la storia che la Giornata delle Foibe commemora il 10 febbraio.
La giornata è stata promossa nell’ambito dell’iniziativa “Arte e Memoria”, ideata e realizzata dall’IISS Majorana di Gela diretto da Linda Bentivegna e dall’IC San Francesco-Capuana guidato da Maria Lina La China.
A tessere le fila dell’incontro la docente Sonia Madonia, docente di Lettere che ha coinvolto gli studenti del Liceo Artistico e degli IC della città invitandoli a rielaborare, attraverso linguaggi grafico-pittorici, eventi storici di particolare rilevanza. Un percorso che ha trasformato la memoria in espressione visiva e riflessione personale, favorendo un dialogo profondo tra arte, storia e identità.
Premiati gli elaborati più significati e rappresentativi della mostra. Riconoscimenti per Ylenia La Rocca e Liala Barbuscia del Comprensivo San Francesco-Capuana; per Stefano Nocera, alunno della 3C dell’IC Romagnoli-Solito e la classe 3C del Comprensivo Gela-Butera, diretto da Rocco Trainiti per la produzione di un mini-video sulle foibe.
La manifestazione è stata aperta da Romano Bosich e la sua testimonianza di quando, ad appena 6 anni, fu costretto a lasciare la sua terra come esule assieme alla sua famiglia. Un’opportunità preziosa di ascoltare l’esperienza di vita di Romano Bosic, esule. “La mia non è soltanto una storia personale, ma il frammento di una vicenda collettiva che ha segnato migliaia di famiglie costrette ad abbandonare la propria casa, la propria terra, le proprie radici, per ricominciare altrove”, ha detto commosso.
Un incontro che ha permesso alla comunità studentesca presente di avvicinarsi alla complessa vicenda dell’esodo giuliano-dalmata “superando una conoscenza puramente nozionistica, per maturare una comprensione più consapevole del rapporto tra storia, memoria e identità personale e collettiva”, ha commentato la prof. Madonia. “La manifestazione costituisce il momento conclusivo del percorso progettuale ed è stata l’occasione per valorizzare il lavoro svolto dagli studenti”, ha aggiunto la Dirigente Bentivegna.
“Ricordare significa dare voce a chi ha sofferto, riconoscere le ferite della storia e impedire che l’indifferenza cancelli ciò che è accaduto”, così nel suo intervento la Dirigente la China.
La giornata è stata impreziosita dalla mostra tematica che ha dimostrato come attraverso l’arte è possibile custodire questa memoria “per farla vivere attraverso sguardi e sensibilità perché il ricordo non è divisione, ma responsabilità”, ha concluso Fabiana Pantaleo, studentessa e autrice di un quadro donato a Bosich.
