Gela – Non si placa la scia di sangue che sta segnando le cronache locali in questi ultimi giorni. Un ennesimo episodio di violenza, il quarto in una drammatica sequenza, è scoppiato questa sera nella zona sud della città, trasformando un’attività commerciale nella scena dell’ennesima aggressione.
A farne le spese è stato un uomo di 39 anni, finito in ospedale a causa delle ferite riportate durante una violenta lite scoppiata con il fratello maggiore di 46. Dalle prime ricostruzioni, al culmine del diverbio quest’ultimo avrebbe estratto un coltello, sferrando diversi fendenti all’indirizzo del parente più giovane.
Il bilancio è di diverse ferite da taglio, in particolare alla coscia e alle braccia. Soccorso tempestivamente, il trentanovenne è stato trasportato al presidio ospedaliero Vittorio Emanuele, dove i medici gli hanno prestato le prime cure ed applicato svariati punti di sutura per chiudere le lesioni.
Il caso riaccende l’allarme sulla frequenza con cui, per futili motivi o contenziosi personali e familiari, si faccia ormai ricorso alle armi da taglio. Una spirale d’odio e coltelli facile all’uso che non solo lascia una traccia di feriti sul campo, ma rischia di compromettere e falcidiare gravemente il senso di sicurezza dei cittadini e l’immagine stessa della comunità. Le forze dell’ordine sono al lavoro per fare piena luce sui contorni della vicenda e definire le responsabilità del fratello maggiore.
