Gela – Secondo giorno di sit-in davanti ai cancelli della Bio Raffineria di Gela al fianco delle guardie giurate che da un giorno all’altro si sono viste sbarrare l’ingresso, non da un cancello, ma da un sistema che considera il lavoro un bene “a scadenza”.
“La posizione della Filcams CGIL e della CGIL è netta – dice Nuccio Corallo segretario generale; Luca Pulici Segretario Filcams Cgil Caltanissetta; Rosanna Moncada Segretaria Generale Cgil Caltanissetta; Elisa Camellini Segretaria Generale FILCAMS CGIL Sicilia –

non possiamo accettare che decine di famiglie rimangano al freddo, dall’oggi al domani, con la giustificazione burocratica del “fine contratto”. Dietro la dicitura tecnica di un tempo determinato ci sono affitti da pagare, figli a scuola e la dignità di chi ha garantito la sicurezza di questo sito con professionalità e sacrificio.
La nostra provincia sta vivendo un’emergenza occupazionale senza precedenti. Ogni posto di lavoro perso è una ferita inferta a un territorio già fragile, che continua a veder fuggire i propri giovani e a veder impoverire chi resta.
Il caso di questi lavoratori è lo specchio di un’Italia che ha smesso di investire sulla stabilità. Siamo davanti a un sistema-paese che predilige il lavoro precario, trasformando i lavoratori in ingranaggi sostituibili secondo logiche di puro risparmio”.
