Gela – È stata annunciata come una grande vittoria il rientro dei reperti archeologici trasferiti a Caltanissetta nel corso degli ultimi 10 anni.
Su 936 casse, durante una conferenza stampa, è stato annunciato che rientrano 200 casse: delle 200 casse si sapeva già che fossero per il momento ospitate a Caltanissetta, ma appartengono al patrimonio di Gela. Si dicono le cose che impressionano ma quelle che attengono alla sfera logistica, si tacciono.
Abbiamo interrogato il sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, su questa vicenda. In primis ci ha detto che l’amministrazione comunale non è stata invitata: ecco spiegata quindi l’assenza, dovuta al fatto che nessuno ha porto l’invito al sindaco o ai suoi assessori.
In seconda battuta il sindaco si pone determinati problemi che però non sono stati affrontati in quella sede, anche se si tratta di problemi strutturali molto importanti.
“Quando arriveranno questi reperti, che siano 200 casse o addirittura 936, dove verranno posizionati?” Si chiede il sindaco. E rilanci la domanda a chi ha avuto qurata bella idea
“Questo se lo sono chiesti i rappresentanti delle istituzioni che si sono presentati ieri sera in conferenza stampa?- continua Di Stefano – È chiaro che ci vuole almeno un altro museo, visto che nel museo stesso di Gela già ci sono gli scantinati pieni di reperti non visibili alla pubblica fruizione. E questo è il primo problema.
Secondo problema: si sono posti il problema del personale? Questi signori hanno fatto qualcosa affinché venissero espletati concorsi, venisse risolto il problema della custodia, che è quello che attanaglia la questione dei musei sin da prima ancora dell’apertura del museo dei Relitti Greci e costringe il Parco a tenere chiuse le Mura di Capo Soprano”.
E in ultima battuta.
“Si recuperano i reperti per un Museo regionale per un Museo ancora chiuso e sul quale apertura non si hanno date certe. Quindi scantinati pieni e Museo chiuso”.
Bella vittoria, davvero bella!
