Gela – Il gruppo ‘Una buona idea’ ha accolto una proposta dal gruppo provinciale di Spazio Civico in riferimento alla creazione di spazi di co-lavoro
Il corpo della mozione prevede la creazione di spazi di co-lavoro per consentire all’ aziende di usufruire di postazioni per i loro lavoratori in lavoro a distanza
Anche la regione Sicilia ha condiviso questa idea creando una misura la ‘lavoro da remoto’ Sicilia (2026)” volta a concedere fino a € 30000,00 alle aziende che decideranno di fare lavorare lavoratori residenti in Sicilia nella propria regione.
La misura e la mozione hanno lo scopo di consentire ai nostri ragazzi di ritornare in Sicilia.
“Sempre più aziende in particolar modo nelle grandi metropoli – scrivono i consiglieri Giudice, Cascio, Sincero e Faraci – decidono di applicare il lavoroa distanza, una modalità di lavoro che ha avuto un’accelerazione soprattutto nel periodo COVID.
Questa nuova forma di lavoro definita atipica ha anche degli aspetti negativi tra i quali l’isolamento sociale e la difficoltà di separare la vita lavorativa e quella personale e che possono portare a un aumento dello stress e a una maggiore sedentarietà con annessi problemi se non viene gestita correttamente.
Per venire incontro ai propri lavoratori sempre più aziende usufruiscono delle cosiddette postazioni di co-lavoro, più esattamente lo spazio co-lavoro offre la possibilità di lavorare in un ambiente stimolante e collaborativo in cui interagire con professionisti provenienti da diversi settori, condividere conoscenze e fare networking.
Molti nostri giovani lavorano nelle grandi città in smart working ma le aziende per evitare l’isolamento li invitano a recarsi in sede qualche giorno a settimana.
Stando alle statistiche dei più titolati giornali economici dichiarano che gli under 35 vorrebbero tornare a lavorare nelle proprie città.
Gli spazi di co-lavoro sarebbero una valida alternativa e soprattutto una reale occasione per tornare a vivere nella nostra città. Ad avvalorare questa tesi la Regione Sicilia ha introdotto una misura, definita “lavoro da remoto Sicilia”.
La stessa è un’iniziativa della Regione Siciliana per contrastare l’emigrazione giovanile, offre incentivi economici (circa 30.000 €) alle aziende del Nord che assumono giovani siciliani, permettendo loro di lavorare in lavoro agile dalla Sicilia, trasformando un fenomeno di necessità in opportunità di sviluppo locale e ripopolamento. La misura, supportata da un fondo di 54 milioni di euro, mira a rendere la Sicilia attrattiva, digitalmente connessa e a valorizzare il lavoro da remoto come leva di crescita.
Per queste ragioni, chiediamo al Sindaco e l’amministrazione comunale ad individuare locali comunali rispondenti ai requisiti di legge e a destinarli a spazi di co-lavoro.
La missione di chi fa politica è occuparsi delle future generazioni e noi a loro dobbiamo rivolgerci”.
