Gela – Nel clima di rinnovato interesse per il patrimonio archeologico gelese, si registra il completamento dell’intervento sul sito di via Di Bartolo. Qui è stato apposto un nuovo e più potente aereatore in grado di contrastare l’umidità che aveva creato muffe pericolose per i reperti del V secolo a.C.e che creava una patina tale da impedire la visione.
Finalmente il vetro che sovrasta le cosiddette “tombe dei bambini” è stato ripulito e reso pienamente visibile.
Esultano r residenti che avevano visto naufragare il sogno di un sito che ha visto risorgere il quartiere. “Adesso è uno spettacolo” – dicono.
Lavori iniziati poco meno di un mese fa, sollecitati dalle proteste dei residenti che da tempo denunciavano lo stato di degrado e l’impossibilità di ammirare uno dei luoghi simbolici dell’archeologia urbana.
Questo intervento si inserisce in un contesto più ampio di rilancio culturale: si avvicina infatti l’apertura del Museo dei Ritti Greci, fissata per il 24 febbraio, e si guarda con attesa anche all’inaugurazione, prevista in primavera, del rinnovato Museo Archeologico diretto da Ennio Turco. Segnali concreti di un percorso di valorizzazione che Gela attende da tempo.
