“Come abbiamo potuto vivere un anno senza di te?”

06/01/2026
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Ospitiamo oggi un ricordo della Famiglia Marotta ad un anno della improvvisa scomparsa di Cinzia Cuvato in Marotta. Una lettera struggente che prova a descrivere il dolore ancora vivo dell’assenza ma anche la forza per continuare una vita provata.

Quattro ragazzi senza la mamma che si affacciano alla vita ed un uomo ancora giovane che si carica di tutte le responsabilità di una famiglia. Solo.

 

“Come abbiamo potuto vivere un anno senza di te?

È passato un anno da quel terribile 7 gennaio che ha cambiato per sempre le nostre vite.

Siamo ancora qui a piangere. Eppure la vita bussa ed abbiamo raccolto ogni briciola di forza per andare avanti.

Una famiglia costituita sull’amore con 4 figli voluti in un mondo in cui domina la dentalita’: una coppia che ha voluto creare un nido di amore, spezzato un anno fa nel fiore più bello.

 

Adesso l’amore vive ancora, ma senza un petalo prezioso.

Giulio si affaccia alla giovinezza, Edoardo ha appena lasciato l’adolescenza, Matilde la deve ancora affrontare, e il piccolo Dante, che un anno fa aveva solo un anno e mezzo, cresce senza poter ricordare davvero il volto della sua mamma.

Una famiglia spezzata, addolorata, mutilata. Una famiglia senza un braccio, senza un punto di riferimento insostituibile: tu, Cinzia adorata.

Un anno è trascorso, ma il dolore è ancora lì, crudo, identico al primo giorno.
La tua assenza pesa su ogni momento, su ogni gesto quotidiano.
Un altro malore improvviso, una di quelle tragedie che arrivano senza avvisare, che non danno il tempo di capire, né di salutare.

Cinzia, neanche tu potevi sapere cosa ti aspettava quel giorno.
Eppure, noi siamo qui. Ci siamo aggrappati a ogni briciola di forza che avevamo, ci siamo sostenuti come potevamo, con il cuore spezzato e il vuoto che hai lasciato.

Un papà che ogni giorno si fa carico di tutto, che prova ad affrontare la vita anche per te”.

LUIGI, Giulio, Edoardo, Matilde e Dante Marotta.

Una messa sarà celebrata domani alle 7. 30 nella chiesa dei padri Cappuccini a Gela.